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Full text of "Notizie dell'antica Cluana oggi S. Elpidio e di molte altre città, e luoghi dell'antico Piceno"

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NOTIZIE 

DELL' ANTICA 

C L U A N A 

OGGI 

S. ELPIDIO 

E di molte altre Città , e Luoghi 
cicli* antico Piceno 

RACCOLTE 

D A A N D R E A B A C C 1 

CELEBRE SCRITTORE DEL XV. SECOLQ 

Notamente date in luce • 




In MACERATA, Per gli Eredi del Pannelli 1716. 
CON LICENZA D£[ SVPZRlOtLl* 



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ALL'ILLUSTRISSIMO, E REVERENDISSIMO SIGNORE 
MONSIGNORE 

£ QIÓ CHRISTOFANO 

B A T T E L L I 

ARCIVESCOVO D'AMASIA , SEGRETARIO DE' BREVI 

APOSTOLICI A'PRENCIPI, PRELATO DOMESTICO 

DI NOSTRO SIGNORE 

GIANMARIA BALDINUCCI. 




Sfendo io fiato ultimamente richiefto da 
perfona amica d'una operetta d'Andrea 
*&acci, celebre Scrittore in Fvlofofa > e Medicina del XV. 
Secolo y la quale contiene una bre^ve y $a erudita narrazione 
dell' iorigine della Terra di Sant Rlpidio > Patria dell" Autore ? e 
confeguentemente di molte citta <> e luoghi dell' antico Piceno^ oggi 
nella maggior parte denominato volgarmente la Afarca ; e non 
fen^afientoyperla raritd,ritmonjàtoftnalmeute il libro y fiam- 
mato cerno trentacinque anni doppo la morte di ejjo Tacci: pre- 
forni per curiofitd a leggerlo , lo troncai così sfigurato , ed' 

A 2 m£or~ 

54358G 



informi per difetto di ortografia, , di lettere , farole , fenjt 
tronchi, e mutati, che non che dagli indotti , ma ntpurèdaU 
li fetenti iati uomini , farebbe fiato per avventura creduto 
per que lì Autor e, che egli e , e giufiamente tienfi . P enfiai dun* 
que poter far cof a grata non tanto a letterati mede fimi 5 a qi\a+ 
li e m pregio la memoria , e le Opere del "Baca, quanto par* 
ticolarmente a que fi a Provincia , cui fon io motto tenuto , e A 
affezionato , come che di molte cof e in generale ad ejfo lei 
appartenenti fi tratta ; fé io ne rinovava la (lampa , il piti j 
che qui far fi potè fife, di tanti errori purgata , e corretta • JE* 
nello fiejfo tempo, che io deliberai di ab fare , mi cadde in 
penfiero , che non aurei io potuto , ne più propriamente , ne piti 
degnamente offrirla, che a V.S. ILLVST RISSIMA , come^ 
a quella, che è di Urbino, Citta dell'antico Piceno , detto gi& 
l annonario, a difiin^jone dell altro .chiamato fiuburbicar io * al~ 
la quale nobilijfima, ed' antichijjima Città dobbiamo ora noi il 
nojlro Santo Regnante , e gloriofo Pontefice CLEMENTE 
Undecime , e un tanto di lui ben degno , (fedele Miniftro\ 
meritamente perciò sì riputato, e difimto , e tuttavia delle 
maggiori efalta^ioni degno , e meritevole. Parmi dunque > 
che ragion voglia , che que fio qua fi perdute monumento d eru* 
dito Scrittore fi ponga ora fiotto l ombra , e protezione di V. $* 
filma molto ben ver fata in ogni forte a X erudizione antica, e 
nuova , facra , e profana , di modo che per la conformità de* 
gli Studn,farà, penfo, gradito-, e per la di lei dignità, e dot* 
trina ornato infume, e difefo. Così parimente col libro fi pub* 
blicaranno, e perpetuaranno le mie grandi , ed infinite obbli- 
gazioni, che con quefio attefiato di fiima , d? officquio , e digra* 
mudine oggi intendo a r.S. /lima prof ejf are r 



Ex Jani fjid) Erithrfi Pinacotbeca Tom* /. 
£dit. Coloriteti, pag* 139. 



ANdreas BacciusElpidianus, Ci vis Rom. erat profèA 
fione Medicus , ac Philofòphusj fcd dum accuratius> 
diligentiufque ad ea , quorum pertugio medicina 
utitur, ut funt nerba?, aliaquc ad morbos levandos utilia, 
animum advertit , eorumque vim , naturarci , & potefta- 
tem, curiofius inquirit , fènfit fé à quodam quafia?ftu inge- 
nij abfòrberi , atque in perfè&am , abfòlutamque iftarum 
rerum notitiam , cognitionemque deferri . Quamobrèm 
tantum profecit,ut non fòlùmfcripta fùa multarum rerum 
eruditione, & copia refèrfèrit, verùm etiam elegantis fèr- 
monis flia vitate refperfèrit. Ac primùm in calidorumfòn- 
tium, qui tote orbe terrarum celeberrimi feruntur , tracia* 
tione,ejus òpera verfàta eft, & calidas omnes aquas , five 
fìilphuratas, five dulces, five aluminofàs, uve nitrofàs , fi- 
ve liquidas, five ccenofàs, eleganti complexus eft libro 5 in 
quo etiam utiliflìmis difputationibus fingularum qualitates 
profècutus eft, qua? nimirum utilis fit ftomacho, qua? ner- 
vis, qua? paralyticis , ac limili morbo fòlutis,qua? merfione 
qua? potu , morborum , quibus apponuntur , caufàs abi- 
gant : tum ingenio, quafi pedibus , omnem fere terrarum 
orbem peragravit , &■ quot unaquseque tellus vina fèrat , 
invenit, quodqueeorum ex ce/li, terra?que, in qua nafcun- 
tur, regione fàluti hominum,five utile, five noxium,ape- 

ruit: 



fruit; deinde de venenis, & antidotis, pofteà de Tyberi, K- 
fcros tres vernacula lingua , ac de duodecim pretiofis lapil- 
!is , qui in Summi Sacerdotis vefte fàcrà nitebant , librum 
edidit : quse ejus opera , cum ad tranfàlpinas , aliafque ex- 
teras nationes commeauent > immortalem Italici nominis 
gloriam fècum una attuleruntjnam ab eruditiffìmo. quoque 
admirationes, & plaufus expreflèrunt . Docuit in gymna- 
Jìo Rom. de varia rerum naturas hiftoria &c. 




O laudo grandemente , Magnifi- 
ci Signori, la buona intenzione 
voftra per la quale moftrate de- 
fiderare,che di quel tanto, che 
io con lungo ftudio, e diligen- 
te oflervazione delle Iftorie , 
ho ritmo va to dell'origine,ed an- 
tichità della noftra Patria di Sant' Elpidio , che era 
anticamente la nobil Città di Cluana nel Piceno, io 
ne debba ieri vere con particolar mio diicorfo 5 con- 
ciofìacofàche , fé bene è di ciò tra noi qualche chia- 
rezza per udita ne' nomi , e del nome antico , che 
ancora oggi vi dura , e per argomento certilTrmo del 
fiume Cluentum , oggi Chienti , il quale per il no- 
ftro Territorio pafia, ed entra in Mare, e fu così dalla 
noftra Cluana nominato 5 contuttociò è veramente 
colà neceiTaria , e convenevole molto a quelli , che 
governano, di tenere particolar memoria dell'origi- 
ne loro , e de' loro pattati . Prima rifpetto alla po- 
sterità, la quale, conosciuta la (ira antica origine , e 
de' fùoi maggiori , averà come un chiaro eièmpio 
inanzi ad imitarli , ed eccitarli molto più all'opere 
virtuoie , e degne d' onore : e di poi acciò ie ne dia 
qualche lume agli fèrittori , li quali per l'avvenire ne 
poiTano fare menzione nell' Iftorie , ed infamemen- 
te dare più chiarezza alle memorie antiche , che fi 
ritruovano finoa4eflb poco avvertite > e non intefè. 

Sicco- 



pScit Siccome ^ avvenuto d W autorità di Plinio ; nella 
ana - quale facendoli chiara menzione dell' antichiffima 
Cluana pofta ( come egli icrive ) in ora Piceni, che 
poi conformemente fi è detta ad Mare -, ed ora di- 
ciamo Sant'Elpidio a Mare; è Hata caufà nondime- 
^ no la trafcuraggine de'noftri paflati,che non hanno 

Comefiper, j • • j 11 r 1 1 

da ia mem. procurato dar notizia delle cole loro , e la poca av* 
fc. tutleco " Vertenza infieme, ch'hanno avuta in quefto luogo 
gli altri lèrittori; che una sì chiara memoria è rima- 
la quali eftinta, e lèpolta in perpetue tenebre f Ilchc 
però non è maraviglia delle colè etiamdio più nota- 
bili , e grandi , percciòchè è coftume, e proprietà del 
tempo di produrre le colè, e dar loro lume , fin'che 
inilpazio danni, e di lècoli, doppo varie, e diverlè 
mutazioni, le trasforma, e sfigura in modo che, le 
non vengono ajutate, &c illuftrate da più frelca ri- 
cordanza , le ne perde ogni memoria . Perche ficco- 
me noi veggiamo variarli a poco, a poco l'ùiànze, 
ì coftumi, le profeffioni, e l'arti , e fi mutano pari- 
mente i dominj, e gli Imperj , e conlèguentemente 
vengono a mutarli i riti de' Popoli , le Religioni , &; 
ogni modo di vivere; cosi molto più in trafcoriò di 
lècoli , mancano non lòlamente le colè, ma ài più il 
tempo, quali divora tordi fèfteffo, quanto più viene 
allontanandoli da' Tuoi principi! , tanto più invecchia, 
e la/eia oleurità di le , e ili tutte le cole inficme . On- 
de gli Egizii dipingevanoil tempo a modo dVnlcr- 
pentc in cerchio, che con la bocca veniva divoran- 
doli la Coda , la quale fi figura pel tempo pattato: 

onde 



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onde alcuni Filo/ófi diflèro, che il tempo non ave- 
va mai avuto principio . Altri dicono averli me- jJJ'JjJ 1 ^ 
moria di fei , e preuo a fétte mila anni , ed altri -tempo: 
di trenta , altri di fèfiànta mila . E fé pure qualche 
Veftigio , ò fcrittura delle cofè pallate , e de tempi 
antichi rimangano ; egli è però condizione finale di 
tutte le cofè mortali, che fòpravenendo le Guerre , 
Je Petti , & altre gran mutazioni , che fògliono oc- 
correre nel Mondo per caufà d'incendi , ò di fmifu- 
rate inondazioni , ò Terremoti , fi difrruggano le 
genti, onde reftano alcune Regioni defèrte le centi- 
naia degli anni , o facendoli tranfmigrazioni dei Po- 
poli d'un paefè in un'altro , s'introducano nuovi 
linguaggi, e ftrani modi di parlare , e di fèrivere ; 
onde non fi truova chi di quelle memorie antiche 
intenda, ne parole, ne caratteri, né Etimologie <H 
nomi , e però è fòrza a lungo andare, che fé he per^ 
da in tutto ogni notizia , e in preda fi hfeino della. 
morte, e dell* oblivione . Chi è oggi eh' intenda Ì*'tkk£33s 
Iftóriej ed i Caratteri degli antichi Egizj , cheli veg- te - 
gono intagliate iitquefte Guglie per Roma , già por- 
tate dì la per maraviglia ? E qui io potrei addurre 
infiniti efèmpij di quefte mutazioni del Mondo , e Mozioni 
che portano via totalmente ogni memoria dei patfa- c ndo * 
to , per le quali fi moftra chiaramente che in molti 
luoghi, dovè prima era Terra, ora fia Mare , e di 
Citta -già celèbratiflìme, e capaci d'Imperi, delle 
quali oggi fecondando il nome , non fi sa pur con- 
getturare j dove ette fi folfero . Mi per non andar 

rin- 



f 

rmtràcciancfo molto in paefi eftranei : in Tofcàna , che 
fi tiene fuflè delle prinie , e più antiche abitazioni, 
ToSa ifl ^'Italia j le àodeci Città tanto celebri a quei tempi 
t»s«»te. " de'Lucumoni , non {blamente fono mancate in tut- 
te , e non fi truovano, ma d'alcune non fono rima fi 
manco li nomi , che infieme con quei caratteri dell' 
anticha lingua etrufea , o fi perfèro in tutto , o fono 
. mancati^, o non s'intendono. Di tante nobili Città, 
tatiolnw. che fi leggono efièr fiate nel Lazio, e in quello Con- 
s are , torno di Roma , come fumo Vejenti , Fidena , Colia- 
zìa, Cruftumeni, Antenna, e Gabj della più parte è in», 
cognito il luogo, ed il fito, che appena fono rettati quei 
pE', r de> norru • Similmente è avvenuto di molte Città nei Pi* 
snité. ceni, che fu detta poi la Provincia della Marca , le 
quali pel nome celebre , che hanno nell'Iftorie, 
moftrano eflère ftate popolatiflìme,e chiariflìme al 
pari di qualfivoglia antica città d' Italia . Certi fcri- 
vono effervi ftate già trecento Città : e conforme a 
quello fèrive Plinio, che in una cenfìira fatta già di 
quei Popoli vennero in confederazione de' Romani 
trecento fèflanta mila Picenti , e non dimeno la mag- 
gior parte di quelle Città, ofòno andate in eftrema 
rovina, in modo, che la lunghezza del tempo n'ha 
annullata ogni memoria , o fono degenerate in altre 
cSt'pfXittà, e Terre d'altro nome . Ma parlando di quel- 
«eai. l e} ch'hanno pur qualche nome nell'Iftorie , delle 
più antiche ne'i Piceni fi leggono Trucntum , Pha- 
lcra, Afculum, Trajana, Cupra maritimi , Cupra 
montana, Chiana, Potenzia , Humana, Rieinum, 



9 

Septerftpeda , Tignram , I5rbs fàlvia , Ancona , Auxi- 

mum , &c Cafteìlum Firmanorum , e con quefti alcuni 
popoli nominati da Plinio Veregrani , Tolentinates , 
ForofèTnpronienfès,Matelicates, Cingulani, Pollcnti- 
ni,iEfinates, Urbinates. Tra le quali molte ibno di- 
jftrutte, e totalmente mancatele molte fono in gran 
dubbio per qualche varietà de gli Scrittori , quali fifo£ 
Ìèro,òfianoanoftritempi.Pollentinije Vercgraninon £°p oH > e 
fi trovano , ne fi sa chi fuflero , le non per qualcheicate . 
congettura : e Strabone nomina Truento fòpra il 
Tronto ( e 1' accenna anche Plinio, dicendo Tpuen- 
mm cum amne ) che non fi truova; Tolomeopone 
Trajaha di qua d'Ancona , ed altri dicono, che Trapa- 
na , e Potentia fuife tutta una . E di quelle due Cit- 
ta d' un" làttici nome pure Tolomeo deferive Cupra 
maritima di là dalla foce del Tronto , e Y altra ne* 
Mediterranei fòpra a Potenzia , delle quali non fi ve- 
de più, ne fègno, ne memoria alcuna. Di là dalla 
Ténna , e dal torrente Leta morta fi veggono avar- 
ie le ruine d' un'antica Città, la quale alcuni pen- 
fàno fullè la tanto celebrata Phalera dal nome d' ©ÈJS&j 
un Caftello,che ne è rimafto li vicino chiamatoci- fia - 
lerone : Ed ha del verifimile,perchePlinio tra li det- 
ti Piceni , nomina anco Phalarienfès ; e nondimeno 
Strabone dubita, fé Phalera fuflè nelli confini di Te- 
xana, dove fumo i Falifèi oggi di Monte Fiafcone . Àt 
1 tre , fé bene fi fàpeva dove elle fuflero , contuttociò per 
le continue rivoluzioni de' Popoli, fono mancate in 
tutto, coinè Humana, ch'era alle radici delMonte 

B d'An- 



IO 

d'Àncona,e*Potenzia.alla foce di quel fiume,le quali fa 
no fiate Occupate dal Mare . Più alto alla riva del fiume 
fi veggono le mine dell'antica Ricina detta anticamen- 
hSno .ì te Ricinum , 8c Helvia Ricina , la quale doppo le mi- 
mo u no-, n e trasferita in due vicini colli , formaronfi due città: 
r una ritenne l'antico nome Recinetum detta , comu- 
nemente Recanati, l'altra dalle macerie della pallata 
edificandoli , aflìmfè perciò il nome di Macerata . Al- 
tre per a v ve tura hanno prefòil nome antico , e s'hanno 
acquiltato un nome nuovo, come Tignium, che fi 
dice il Monte Santa Maria in Giorgio, Septempeda è.S. 
Severino, così detto da lètte colli , che la circonda- 
no. Veregrani , credo > che fia Sarnano pel voca- 
bolo corrotto , ancor buona Terra. Pollentini(lè io 
non m'inganno) è San Ginefio dal prevalere, come 
iuona quella voce Pollere, e fopraftare d'altura , e di 
. bel fito a tutta la Marca. Cupramontana poteva ef- 
ière l'Amandola, cosi detta poi dalla bontà , e bel- 
lezza del fito amabile', eh' a piede degli Apennjni 
Veftigie di fi truova: overo era Monte dell'Olmo più abballo, 
KiS! § ran Terra, e antica . Trajana per eflèr deferitta 
Montecchio fop ra ] a Potenzia poteva efière Monte Santo , pur 
thiefa dei gran Terra, overo Montecchio, che di nome è mo- 
Cittcìfiflo. j ema ferra, ma di fito, e di fpatio, e di grandezza 
ha vifta d'efier fiata abitata gran fècoli . E Chiana 
in fpazio del trafeorfò di molti fècoli prciè il nome 
di Sant' Elpidio , come appretto più chiaramente fi 
Ofcuraoii: moftrerà. E così non è dubbio , che per le infinite 
fckcnu. variazioni delle cofe del mondo, e per loie urità, che 

con- 



Il 

confèguentemente recano la lunghezza del tempo, e 
l'antichità} tutti gli Autori, che hanno avuto a trat- 
tare di qualfivoglia città , non hanno trovato dif- 
ficoltà maggiore, che a ritrovare l'origine eziamdio 
delle grandi città, e più fàmofe, che fiano ; e mag- 
giormente, che quafi nell'una ve ne ha -, per grandif- 
lima, che ella fìa diventata, e padrona del mondo, 
che come avviene anco della Nobiltà degli uomini, 
non abbia avuto origine ofcuriffima , e di neffun 
nome . Ma però gli Autori , che ne hanno qualche 
-lume per via di congetture, ed oflèrvazicni fatte nel- J /?** 1 ^ 
le iftorie , fi fono impegnati di ridurre quelle origini, 
ni particolari a qualche celebre principio . Siccome 
hanno dato nome <& Roma , perche ella nafcefle 
dalle Reliquie di Troja. E non dimeno io ho letto 
in una fcrittura antichiffima nel Vaticano, che Ro- 
ma Me fondata ( molte centinaia d'anni prima) la 
notte ifteflà, che il gran Mosè col popolo Ebreo fi 
rebellò all'Egitto : memoria veramente mifteriofà, 
fignificando , che quefta dovette effere la vera Ge- 
rufàlemme . E l'origine di Venezia , fé bene fi truo va 
diverfàmente, s'accetta però, che quefta, per eflere 
più fègnalata, fòfie fatta per un concorfò di tutta la 
nobiltà d'Italia, fuggendo il furore de'Barbari . Anzi 
d'alcune, in luogo di verità, fi è dato credito infino 
alle favole, ficcome i Poeti dicono di Nettunno , e 
d'Apollo, che l'uno Troja, e l'altro edificante Te- 
be. E in Italia, che Mantova fofTc edificata dalla 
-Fata Manto 5 Napoli da una Sirena , e Ancona da 

% 2 pre- 



12 f 

origittede* Greci, r ò da Siculi. £ quivi per dare qualche colore 
Picea», ^u* jftoria , dicono ,- che la più parte de' Piceni ab- 
biano avuto origine da' Tofèani, li quali ( ficcome 
attefta Livio ) inanzi all'edificazione di Roma, pare 
che teneflero gran parte del dominio d'Italia , e che 
ne' Piceni fpecialmente avellerò molte Colonie . 
Mi per venire a più chiarezza dell'intenzione noflra, 
de*?!™»! 11 stabbiarci 3 primi notare i termini di quella Provin- 
cia, li quali , come che variamente da vari) Autori fia- 
no ftati affegnati, però di comun parere fono quel- 
li, che in pochi verfi non indegni <H quefla Iiloria 
raccolte il nobililTìmo Poeta eroico Italiano, dicen- 
do, 

E Azzo fuo Fratel lafciera erede." 
Del dominio d'Ancona , e di Pifàuro 
D'ogni Citta, che dal Truento fiede 
Tra'l mare e l'Apennin' fin'aH'Ifàuró . 

il (ito ; e Dove è degna cofàà confederare, come con ordi- 
to a fuo men " ne la natura abbia diftinto il Tito di quefta bella 
Provincia , perche in tutto queftp fpatio di ottanta 
in novanta miglia, che fono dal Tronto infino all' 
Iiauro, che oggi dì è la Foglia fiume di Pefàro, fi 
trovano tra gli altri, otto ò diece fiumi aiTai grandi, 
li quali nafeendo dagli Apennini fèendano quali a 
riga, e con egual diflanza, l'un dall'altro, ed agui- 
/à di ben coltivato Giardino , la dividano parte in 
larghiflìme , e fèrtiliflìme pianure , per le quali fi ca- 
lano infino al Mare, e parte in altretante ameniffime 

Col- 



1 f§ 
Colline , le quali fanno di fé bellifilmo Spettacolo l 
non meno per la fertilità d'ogni bene di natura , che 
producano, guanto ancora per l'ornamento cu tante 
Città, Terre, e Cartelli, che rnoJti,fparfi,ed a luo- 
ghi opportuni in le contengono . Il che confermano ESSiv 
i nomi de' fiumi cosi, come le Città celebri nell'Irto- «**• 
rie , quant' altre ne fìano in qualsivoglia regione di 
Italia. «Come fono Truentum, Afò, Tignia , Cluen- 
tum, Potentia, Mufio, /Efis, Celànum, Metaurus, 
oc Ifàurus : tutti fiumi grandi, ornati ? ed illurtrati 
di qualche nobil Città, con le quali per l'antichità, 
pare che egli ne abbiano avuto comune 1' erigi- 
ne, Se il nome inficine . Nel Tronto era ( come fi Tronto; 
è detto ) l'antichiflìma Città Truentum fecondo 
Strabone, e di poi Àfculum Colonia. Nell'Afone 
Aufidium, e Ripa trans Afònem, e non Tranfònum Afone, 
( ficcome col volgo la nomina il Biondo) chequefti 
anni da Pio Quinto è ftata creata Città. Tignia ave- Tign ; a ; 
Va Tignium fìia Città principale , chiamata cggi Ti * 
( come dicemmo ) Santa Maria in Giorgio , e a deftra 
Cartellum Krmanorum . Cluentum corre luneo i ~, . 
monti deli antica Cluana, onde prefe il nome , no- e ciato*, 
minata poi Santo Elpidio . Potentia aveva alla ri- Potente. 
va ,del mare ranti ( chiffima Città di iuo nome Poten- 
tia ; più alto aveva Ricinum , e ne i Mediteranei 
Septempeda . In un'alto Colle ibpra il Mufèione è Mufio: 
l'antichiflìma Auximum detto oggi parimente Ofi- 
mo, e più alto Cingoli. iEfis, ha anco il nome ce- ^ fis * 
nume al fiume, & alla Città di Teli. Sentinum fiu- 

me 



e 
nium • 



,m ' me parimente aveva Semino fua citta, che è oggi 
SafTofèrrato, e più alto Fabriano moderna Terra , 
ma nominato per uno de' primi Gattelli del Mondo. 
cefammi. jj Cefàno fa porto 3 e quel ch'ella è ftata femprc , atta 
Metoirus. a Ue mercatanzie , h città di Sinigaglia .Il Metauró 
ifmrus. corre di nome, e di vicinanza a Fano , e l'Ifàuro a 
Pefàro. Equilafcio molte altre Città , e nobili Terre, 
le quali pare che alle più alte Montagne s'apparten- 
gano, come Camerinum fra la Potenzia, e il Chien- 
to, Cingulum alle falde dell' altiffimo Monte det- 
to Cingulum da Strabone, e da nofìrì San Viano, 
la Serra di Santo Quirico su '1 fiume Efino , Rocca 
. Mcnte Contrada , Monte Nuovo , Corinaldo, Monte Abon- 
Awoddo. dio, M. Filattrano, San Caffiano. Delle quali cittì 
con li fuor fiumi lì truova fatta chiara menzione da 
é molti buoni Scrittori , e da quelli fpecialmente , che 
icii/Sttà hmno fatto profeflione di defèrivere le parti del Mon- 
de' Picem. C { Q) comc £ fa Tolomeo, da Strabone, da Pompo- 
nio Mela, e compiutamente da Plinio , il quale co- 
me accuratiffimo regiftratore e ùnico cenfòre di tut- 
ti gli Scrittori antichi, avendo à deferi vere i Pice- 
ni nella quinta regione d' Italia , poiché egli ebbe 
nominati i Popoli, e le Terre nei Medi terranei, fog- 
gi unge le Marinine, dicendo in ora, cioè nella riva, 
eiuaiu C( ] eftremìtà de' Piceni, fono Chiana, Humana, Po- 
riiuio. a tentia , delle quali come anco di molt'altre, non è 
maraviglia che non abbino fatta efpreffa menzione 
molti altri . Laonde tal' uni potrebborìo far argo- 
mento, clic elle non furio fiate , o che elle fwno in 

qual- 



*5 
gualche dubbio , Anzi Ce noi vogliamo fàna menti? 
giudicare; qual'è quello Scrittore, dal quale fi poffa 
ogni compimento defiderare, non eccettuando manco 
quelli, che fono di prima mma^ Conciofiache la più 
.parte di fimil'iftorie fono ftate icritteper detto d'ai- $£§»«? 
-tri: di molte mancano gli Autori, di molte fono ftati 
sforzati a troncarle : di molte per non ià perle, di molt* 
altre per la copia delle cofo quali infinite, lafoiarne 
indietro gran parte . Siccome veramente fi può dire 
di Tolomeo , il quale effendo flato uomo Egizio, Tolomeo: 
e non Latino, ed intento à deferivere tutta la ma- 
china del Mondo ( laiciamo andare , che egli non 
potè aver notizia del tutto , come egli confeilà) ma 
era. imponibile, che de/cri velie, fé non iecofèfègna- 
latiflìme , i termini delle regioni , per avventura 

. icritti avanti a molti fècoli , ed a Cuoi tempi .muta- 
ti. Onde nei Piceni nominò foJamente Truentura, 
Aieulum , Ancona , &c ìfàurum , e vi aggiunfè 
Cupra Maritima , e Capra Montana , delle quali co- 
me di Terre al tutto disfatte, e mancate non foce 
Plinio menzione alcuna , E Strabone pone prima dove b m"n- 
JE fium il fiume , e la città , e celebrando molto gli uo- cs ° 
mini , uc quel paefè , nomina pofoia Ancona , Fir- 

, mum Piceni, Truentum, & Afoulum, e lafoiando 
molte altre delle fudette Città, e gran Terre, le 

* quali a quel tempo dovevano eflère in fiore j pone 
dalla banda del Tronto Leaflrum per termine de' 

■ Piceni , il quale del tutto doveva efler mancatole 

: da neffmv altro è flato nominato. Per quelle cagio- 
- ni 



16 

ni non fi debban tacciare quei Scrittóri , fé in qual- 
che parte abbiano mancato, he tampoco lì deve du- 
bitare di quello, che uno abbia lcritto,e non un' al- 
tro ; anzi fogliono i curiofi ingegni , dove trovano, 
o mancamento di Scrittura , o qualche contrarietà , 
eziamdio di parere , rinvenir la verità con le ragio- 
dovcifafta- S > e con qualche buona congettura . Siccome noi 
*aCJuana. ragionando dell'antica Chiana, ancorché d altri non 
fia ftata nominata , che da Plinio , potremo racco- 
gliere, e di moftrare per molte raggioni , e dal fito, 
e dal nome antico, e dall' Etimologia rispondente al 
luogo , ed al Fiume Chienti , che di neceflìtà ella fia 
la Terra di Sant' Elpidio come cofà certifiìma ; e 
Per 'autori- ftante quell'autorità di Plinio in ora Piceni , cioè, 
c€ffitT. ne " che ella doveva elTere nell'orlo , o vicino al Mare, 
è imponìbile di porre per Cluana altro, che quefta. 
Prima , perche cominciando dal capo a Sera valle , 
dove il Chienti ha origine, in tutto il corio , ch'egli 
fa per infino al Mare , da Tolentino in poi , non fi 
truova Terra Segnalata, ne veftigio alcuno di antica 
Città , la qual fi pofia imaginare -, ch'ella fia ftata 
Civitanova di cotal nome . Se non forfè Civitanova , la quale 
come fuona il nome, è Terra nuova pofta alla fi- 
niftra cofta del Chienti in una piacevole Collina, 
la quale non ha corrifpondenza alcuna al nome , e 
Per iifit» fignificato di Cluana , ficcome al fito della delira ri- 
va , e di quei Monti è conformiflìma . Perche ài 
qua dal fiume pattata una pianura di cinque , o lei 
miglia infino- al Mare , dal lido proprio del Marc 

fi co- 



Il 



f 7 

lì comincia a falir piacevolmente, è tuttavia inal- 
bandoli più il fito per le calate di alcune picciolo 
Valli , eh egli ha da man delira verfò il Chienti , fa 
S falda in falda quattro, o cinque Colli di un mi^ 
•glio in circa di larghezza per ciafeuno, le quali oggi 
dal nome di un picciol Romitorio , che nella cima 
di uno di effi fi ritruova, fi chiamano i Monti di Torma ■■&? 
Santa Lucia . Ma fecondo l'antica, e vera Etimolo- MotltiClu 5 

2111 

r già pare che follerò chiamati Clunes , onde fi difle 
poi Gluana la città, e Gluentum il fiume , sì per la ciuncs., 
rotondezza , ed eminenza loro; (onde con bello fpet- eiKunj 
taeoìo di quella pianura fi veggono molto rilevati , 
ed eminenti ) sì ancora dalla fòrza , e lignificato di 
quella voce latina Ciao, e Cluere, che lignifica pro- 
priamente Scoprirli, e rnofìrarfi in alto j e conforme- Ver h eti . 
mente potè dirli la lùa antica città Cluana, la quale mol °s ia * 
* pofta quali in Chinibus, e nell eminenza di quei dui 
ultimi Colli maggiori , e più fcoperti'di tutti gli al- 
tri, fi acquiftò quel nome conveniente al fùo fito . < 
Quali volefie dire città alta , eminente , e Scoperta, , ■ 
1 Siccome ancor oggi lòtto il nome più moderno di San- &o «oìnè 
" toElpidioella è in alto, ie {coperta, e in profpettiva naovo ' 
" di tutta k Provincia del Piceno . E qui nafte un Dubbio rc 
dubbiosa cui fòluzione è un'argomento dimofìra- £ l ™>™,[? 
" tivo, e l'ultima conclufione di tutte le fòpradette ra- 
gioni . Dicendoli in quella autorità di Plinio in ora> 
cioè che Cluana folfe pofta nell orlo , e nel lido del 
Mare: quefto termine non par, che quadri bene al- 
la Terxajoggi fa & Elpìdio , la quale, ft£ diicofta <jal 
3 - ; C ' "mare 



Sant' Elpi-. 

dio . 



pi 

mare j>ìù di <jmttro miglia , e non è jp ^<*> com^ 
veramente fta vano Humana , e Potenzia , le qualij, 
perch'erario su'l lido pròprio del mate , come in par- 
te fi vede per alcuni vcftigj a- pie del Monte d'An- 
cona , a poco a poco furono dal Mare confumate* 
Tferagfoni & &flì però argoménto che parimente Cluana pote- 
va ricolta, va eifer su'l lido del mare , e parimente dal rna.- 
re confumata, e per conlèguenza fi arguifee che og- 
gi Santo Elpidio poiTa efiere altra Terra . Ma la ri- 
fpofta a quefto dubbio ci reca tre ragioni evidenti 
a corroborazione di quanto fi è detto. 
C!uaiu n Primieramente eoa certa è , che in tutta quella ri- 
era propri" viera dalla foce della Tenna al Olienti non fi vede, 
fi eiM»re. ne £gno che Vl f u ftata mai Terra alcuna, ne tal 
confumamento ài Tèrra , qual tuttavia fi vede die 
il mare fa contra Potenzia, e Humana lòtto ilMon- 
Comes'ini te di Ancona* Di poi non ottante 1 fe diftanga iqptra- 
^^^ detta, ch'è da Cluana al Mare , non fi toglie pero, 
ch'ella non fia ben detta eflere à»'«r*, e vicino al ma- 
re. Coneiofiache qui l'effer sul mare non s'intende 
.tanto per un termine proprio , quanto per un certo 
{ epiteto , il quale forfi fi dovette àcquiftare per ann- 

erati , e per efiere ftata inanzi a quell'altre, che dpp- 
pò dovettero eflere edificate più su'l lido, h quefto 
modo di parlare fi truova molto ufitato, e licenzio- 
fo nella Coimografia , cioè che una Terra particola- 
re abbia denominazione da un termine comune, fia 
o òi Mare, o di Monte y o di Fiume quafi per *m* 
Jus acquifito , come fi iìio! dire r & am*quQ»inaijzìi 

3 affi 



10 
all'altre. Il che fi conferma indubitatamente per IdbSSaJftS 
identità" che Chiana ha avuta in perpetuo di quel no- «'« • 
me , e di quel termine del mare . Perche ficcome 
dalla fua prima origine fu cognominata Cluana in 
ora Mam 3 e in ora Piceni ; così in fuccefìo de' tem- 
pi, e femprc.fi difTe Terra S aneli Elfidii ad Mare ; 
e oggi ancora fi dice Santo Elpidio al Mare , avven- 
ga che molte altre Terre fiano ftàte pofte più vicino 
al mare . E quivi quanta , e quale dovefse efser Y amento S 
antica Cluana per Terra antica, e non di picciolo flato, Cluana " 
fi può considerar dal paefè, e tenimento fùo , il quale 
lungo il mare è di cinque, e di fèi miglia in quanto con- 
fina dalle foci d'un fiume all'altro, ed avanza di gran- 
dezza ogni fùa Terra vicina ♦ Ha" da la banda del £? nfini di 
mezzo giorno la Tenna,e fi avvicina a Fermo poco 
più di due miglia y e di quivi lungo il mare Adriati- 
co per un' aperta fpiaggia fi ftende infino alla foce 
del Olienti, lungo la cui riva voltando a la cofta di 
Qui de i Monti Cluani , fi allarga in una gran pia- 
nura a molte miglia 'di una fertilità, 'tale , oltre alla Fertilità; 
.grandetta delle Selve, che vicine al mare infino ai 
tèmpi noftri fi fono mantenute, che oltre al fìio bi- 
fogno, è fu/Sciente a dar da vivere ad ogni altra cit- 
ra . Ne meno , fàlendo verfoi Monti , fi truova il pae- 
fè affieno, e -fruttifero fino in Tenna foompaitito di 
due -in tre miglia in alcuni colli piacévoli , ed in al- 
tretante Valli , chequafi con arti fido pofte , dal ma- 
re fi ftendono da lungo infino alle muracele recano a2Sui?j 
Trefca , « buona aria ; Laonde quanto la .città" viene 

e è m 



2Q- 

.di qua {coperta al Sole, ed alK venti di mezzo gior- 
no, i quali però vengono dirotti , e temperati dall' 
altezza degli Apennini , tanto più da quell'altra ban- 
da, gode dell'orezzo del. mare , e del frefeo di Tra- 
montana , che le caufàno un temperamento d'aria 
perpetua, e fàna per lo più afèiutta , e non umida, 
onde , e gli uomini fi generano il più parimente asciut- 
ti, e molto attivi, e vi fi veggono vecchi dimok'an- 
ni . Sotto quefta benignità ài Cielo , e difpofizione 
di (ito naturale ponVl' antica città di Chiana, fi può 
Sonefe" fiumare, che a fuoi tempi non doveva efsere infcrio- 
Romini. re a nelsun altra città de' Piceni, e che ella fufse per- 
petua abitazione, ( fé bene non fi truova , che ella* 
mise afèritta Colonia ) de Romani, li quali cono- 
fèiuta la bellezza di quella Provincia, con tanta ferti- 
lità, e temperamento di quell'Aria ( ficcome ne ac- 
cenna bene Strabone ragionando di Jefi, fé bene o£ 
fèrvaremo) non ebbero in tutto il refto 4'ltalia , al- 
. meno più ferme , ne più ereditarie abitazioni , che nc- 
*lte a" Reagii ameniflimi paefi de* Piceni. Delle quali reftaan- 
nutu ' cora chiarifiìmà memoria de' luoghi, e del nome !o- 
Agginu»T ro > ficcome fu tra le prime Emilianum così detto dà 
prillo ' p°c ^ rruuo Patrizio Romano , che è oggi MogJiano no- 
ùiiij , & sf bil terra . E umilmente Mallianum , Hortenfianum, 
efffw'S Rapirianum, Papinianum, Servilianù, Pontianum, 
c»nii> . Marianum , le quali Terre per derivazione da' nomi 
proprii di quelli antichi Coloni fono oggi Moglia no, 
Ortezzano, Rapagnano, Appignano , Servigliano, 
Ppnfàno, e Marano, cd| altri fimili, dalle quali fi fa 

certa 



21 

certa congettura , che eglino molto più a venero le 
Ior Colonie ne' luoghi maggiori , fé non che egli non 
par colà conveniente, che cosile Città, e Terre gro£ 
fé ci antico nome,foffero del nome d'un particolare 
denominate come le piccole, e di nuova abitazione: 
e fi ha da tener per certo, che l'antica Ouana, perle 
fòpradette prerogative > che ella ha della bontà dell' 
.aria, e dell'amenità , e fecondità fua, fùtìè delle pri- 
me, e più ereditarie abitazioni ch'aveifero finche du- 
rò l'Imperio . Il che fi conférma per le Medaglie, 
che vi fon trovate, e vi fi truovanoin Campagna d' 
antichiflimo Cunio , e per molte famiglie altresì d' 
antico nome,che vi durano ancora . La cagione poi, e il 
tempo, come fi mutafle il nome di Cluana in S.E1- Saetta 
pidio,fè bene per lungo trafèorfodi tempo vie qua!- Sant* ei p ì. 
che difficoltà, tuttavia per loflèrvazione delfif toric, a 
. e per certe corrifpondenze , che di ciò noi abbiamo 
nella Patria noftra, non farà difficile a dimoftrare . 
Perche poi che fu trasferito l'Imperio di Roma (co- 
me a Dio piacque) in Conftaritinopoli , onde l'Ita- 
„ lia venne privata ài quella Maeftà , e in preda refto 
de Barbari, è cofà notiffima, Come ella in un fùbito 
veniflè occupata da un infinita inondazione di genti 
oltramontane, e dagli Unni, e da Vandali, e da Go- 
ti, ed ultimamente da Longobardi, li quali s'infuno- 
rirono della maggior parte, cominciando di qua dall' imperio de 
Alpi, che ancor fi chiama Lombardia, e lo reftante J**"» 1 »*- 
divifèro in quattro Ducati , che fumo il Ducato di 
Torino j di Spoleto > <(el Frivoli , c|i Benevento , ed 

*9 



Sfftffffl #f Matctóm, de tófi uno fò' ìTPiceno , che 
ta Ma lw . perciò venne detta Marca d'Ancona-, che in voce lo- 
ro era come a dire reggimento, o principato: e l'altra 
fu la Marca Triviiana , ma per maggiore intuito, e 
Ori in-de' ?^ ^ non pcnfàron'o,mirabil progreflo fu quello, 
saraceni . s che i Saraceni fecero dall'altra banda dell'Oriente, li 
quali come che dal principio fulTero una adunanza 
d'un Popolazzo inutile, e beftiàle , ufcrto da Sarra* 
ca, Terra dell'Arabia , onde pigliarono il nome: non 
dimeno ebbero tal leguito da quell'altre barbare na- 
zioni, vicine, e nemiche del nome Romàno , che facen- 
do impeto in quelle parti lontane dell'Imperio , che 
manco fi potevano difendere; occuparono in breve 
tempo tutta l'Arabia , la Paleftina , e la Giudea , par- 
te della' Soria, e dell'Egitto, e della Libia , con iuc- 
'ceffo tale, che in mancò di cinquantanni s'impadro- 
nirno di tutta la cofta della Barbaria , e della Mau- 
ritania, regione più Occidentale dell' Africa , dove 
piantarono il loro fèggio principale , e pigliarono il 
nome di Mauritani, e Mauri, e come fm al did'og- 
"gi il chiamano Mori, e Marrani; e dì quivi occupa- 
te tutte l'Itole di quel Mare infmo alle Colonne tf 
Ercole, traghettarono in Spagna, di cui prefèro gran 
parte, dove pofero un'altro leggio in Cordova , con 
tale fìabilmentodelllmperio lóro iritralcorfo di dot, 
o treccntanni, che appreia qualche ci viltà fi diedero 
al culto delle Lettere, e dèlie Scienze, mamme del- 
la Filologa , e della Medicina , che in quella lingua 
degli Arabi è fiata tanto in credito irtUno a tempi 

no* 



Mori ,e Mar- 
tatù, 



2$ 

noftri . Gente nel retto , che , fé bene dalla prima 
lor origine fèguivano h fetta di Maumetto, non di- J™*^** 
meno come un raccolto, che ella jg dal principio , 
<Ji varie nazione di quei Popoli orientali , e gran par- 
te de' Giudei , pare che pigìiafTe per 'legge di fpre^- 
.zare, e confondere ogni ferra di legge ; E non cre- 
/dettero mai in nefliina, iìccome ancor oggi fono te- 
miti per disleali, e di poca fede , e che fèmpre ( co- 
me fi dice) andarono travagliando la Spagna . Per- 
che mai non fi quietarpno , anzi mentre crebbero, s a « C eni in 
tuttavia jn maggior forze abitarono più volte la IuIia * 
Francia , presero di là rAchaja propriamente dettala 
.Qrecia , lìfòle di Sardegna^ e diCprfiea, fàltaronoda 
quelle bande in Calabria, ed in Puglia, e fiftefèrpa 
mezzìtalia fin a Roma , e nella Jvlarea d' Ancona . 
Or truovandofi a quei tempi l'Italia la pm parte oc- calamita 
cupata da Longobar^, li, quali fecero ogni sfòrzo de,i ' lTalia « 
loro di diftruggerea e^njcj^laje il nome Jiomanp; 
Venne tuttavia degenerando; , e jfcrfkndo ogni fua 
antica civiltà, e nobiltà, fin ch-e quafi privata d'ogni 
iùo vigore, per le continueigu^ifre di si nera cana- 
glia , fi ridufreineftreiia-cafe^^V^W che.nqn 
folo mut° dominion cofÌH^e;^i)^afìardiilpa.r- 
làre, ma fi perdettero quafi a^tt© k lettere greche, 
e latine, e poco meno chq^ G %5^a Jleligione Cri- 
ftiana mfkrrje , fé? jl Jum^4Jb della £anta Chiefà , e 
lo ftudip de poveri Rel^giofi *i$n le mantenevano . 
Quando piacque alla bontà di Dio fufeitare in tari* 
to bifesao^ltajja^ | jfclfe ■&& & valerofò Carlo 



r 2? 

oX^HSIagno Rè dì Trancia , al quale, come conlèrvatoré 
^o. dell'Imperio, e di quel poco , che fi tiene , e che fi 
crede , dourà edere obbligata l'Italia , la Chiefà Santa, 
e l'Imperio, finche dura H mondo. Perche chiamato 
prima da Adriano, ed un altra Volta da Leone Ter- 
'zo poveri Pontefici, Opprefli da una banda da Aftol- 
iò, e pofèia da Defiderio Rè de Longobardi, e dall* 
altra dall' infiliti de Saraceni; quel gran Rè calò due, 
o tré volte con groffiflìmi eflèrciti in Italia, dove ri- 
mile il Papa in fedia , e nella dignità fua , diftruflè il 
dominio de'Longobardi , e ne menò ultimamente 
prigione Defiderio loro Rè, reftaurò Roma, illuftrò 
molte città dltalia . E finalmente voltatoli contra Y 
impeto de i Saraceni, K quali paflàti di qua dal Tron- 
to avevano fcorfà tutta la Marca, ed aria Ancona, 
il buon Carlo creato in quel tempo, e coronato Im- 
peratore dell'Occidente dal Papa ; venne ad opporli 
eh] loro, e fèrmoffi nella noftra antica Cluana, la quale 
truovò di fito fòrte, e ben capace . Dove delibera- 
toli la giornata con un buon Esèrcito , e col fè- 
guito d'una Legione di Santi Uomini , Religiofi, e 
di gran cuore mandatigli a gui/à di' una Santa Cro- 
ciata dal Papa, (i venne ad un gran fatto d'Armi 
ne i piani di Chienti, e col favor di Dio, non len- 
za gran fpargimento di fàngue , e perdita degli E£ 
v orrtea; fcrciti Criftiani ottennero là Vittoria, e perièguita- 
m» w? rono quelle reliquie de'Saraceni di li dal Tronto in- 
fU% fino a Benevento , dove fi fmaltirno per la Puglia,' 
e per la Calabria, e per quell'iole in modo che le, 

\ .. Jer- 



Carlo Ma. 
gnoin 

ana. 



Memoria 
Vit, 



25 

Terre, e i fiumi ritengono ancora di que'nomi. La 
quale iftoria fi raccoglie bene da chi ben* oflèrva gli d JJ 
autori , e i gran fatti di Carlo Magno contra Sara- toria - 
ceni , ma più chiaro lume n'abbiamo noi per le me- 
morie particolari , che ne rimafèro in quei luoghi , e 
vi fi veggono infino al prefènte giorno . Perche ot- 
tenuta si gran vittoria quel buon'Imperatore in con- 
fermazione del fatto, e a gloria di Dio fece fùbbito 
edificare in quei piani, dove fu fatta la giornata un 
moniftero, a nome, ed efialtazione della Santa Cro- ceiaci^ 
ce, dei cui veffìllo per coftume ereditario de'fìioiRè Vj 
predeceffori contra gl'Infedeli s'armava; il qual tem- 
pio è abazia , oggi lontana da S. Elpidio tre mi- 
glia, e fi vede in piedi di nobile edilìzio, e ben do- 
tata. E più oltre fi vede ancora una parte d'un pa- 
lazzo da campagna antico, che fino al dì d'oggi dal- 
la memoria di sì gran fazione è chiamato il Palazzo Pa i aM0 # 
di Rè Carlo, e più inanzi alla riva di là dal Chien- c » 1 ^ g*- 
to, ordinò una chiefà ad onore di Maria Vergine, ria à pièd* 
dove fé bene le fèritture col tempo perifèono , vi è aiiewi ' 
pure rimafta la fama de'fùoi antichi privilegi , che 
vi fuiTero flati fèpolti, ed acclamati come Martiri di 
quella giornata, molti Religiofi, e Santi Uomini, e 
Prelati 5 e l'ufo lo conferma 5 perche il giorno dell' 
Annunziata alli 25. di Marzo per l'Indulgenza ple- 
naria, poftavi da quei Santi Pontefici, vi è il concor- 
lo di tutta quella Provincia. Ma di più; intento quel 
fàggio Imperatore non fòlo alla vittoria , ma allo 
ibbilimcnto di quei popoli fòtto la fede, e divozio- 



z6 
ne di Santa Chiefà,lafciò memoria di molti luoghi» 
di molte, e fante ordinazioni , tra le quali io inten- 
do, che fi leggono nell'Archivio d'Alcoli alcuni pri- 
OrTolvti 1 v ^ eg ' ^S na ti c ol nome di Carlo, e fòttofcrittovi'di. 
B no io jC Aftolfo, Ruggieri, e Olivieri fuoi paladini. Ma dcl- 
coIt * le più necefTarie ordinazioni , coltimi a quei popoli 
per ognuna di quelle terre , e città un valorofò , e 
fànt'uomo, dal nome de' quali , per annullare ogni 
memoria dell'infettazione di quei Barbari , fumo qua- 
li tutte denominate. E delle prime fu Chiana , che 
Etpitfio au. per nome imbaftardito da Saraceni fi dine Clua- 
rwnesfe, ne Jj y e Monte Cluello , e fu detto poi Sant'Elpidio, 
fòtto la cui efèmplar vita, e dottrina , ammaeftrata. 
quella città, e crefèiuta nella fède con nuova gene- 
razione, e fuccefiìone di uomini, fi è continuamen- 
te mantenuta di quel nome , e mantienfi ancora . 
Perche nell'iftorie Ecclefiaftiche Io ritrovo due^Elpi- 
u/i' la» ^ y uno> & riVC Eraclide Iftorico , fu da Cappado- 
Eipidio fa eia, il quale fi riduffe in un Eremo , dove infieme 
4* c*ppad. con s£ un £ Monaco, edimmitatore fuo vnTe XXV» 
anni digiunando continuamente, eccetto la Dome- 
nica, e il Giovedì con tanta afliduità nell'orazioni, 
che dalla mattina alla fera , mai non vidde calare il 
Sole all'Occidente. Un'altro Elpidio dice avere tro- 
vato il Volaterano, il quale fu Franccfè , e Arcivc- 
feovo Lugdunenfè , e fucceflbre in quella dignità di 
S.Giufto,dal cui nome pare, che al medefimo tem- 
po fulTe denominata la Terra detta Santo Giulio, 
Siccome ancora hi del yerifimile> che fuflfero dena; 

minati 



27 T 

minati Santa Maria in Giorgio, S. Maria in Gallo, *££J e n J; 
S. Martino, e limili altri: come ancora Monte Mi- lor « fi- 
lone, Monte Filatrano, Monte Robiano , e Monte 
Albodio: tutti nomi Franceiì, li quali lènza dubbio 
fumo pofti a quelle Terre, dal nome di quelli va- 
lorosi Cavalieri, che le prefèro a difendere a confu- 
sone de'Sarbari , e a ftabilimento perpetuo della Santa 
Fede , e Religione Criftiana . In quello modo fu ri- 
formata, anzi rinacque la noftra Patria , e di ftato, 
e di nome di Sant'JElpidio , lòtto la cui tutela , e di- 
vozione, quanto ella abbia fatto progreffo per ogni 
tempo infino alli dì noftri, afiàilo dimoftra Ja gran 
fedeltà, che ella ha avuto fèmpreverfò la Santa Ghie- Fedeltà di 
fa, e Sede Romana, nel cui dominio ha perle vera- ^"' ^Jjj" 
to continuamente con tanta oflervanza , che , dove Chief», 
tutte l'altre città, e terre di quella Provincia, quan- , 

do per amore, e quando per fòrza hanno fatto or 
una , or un' altra mutazione 5 quefìa nuzialmente 
mai fi ricorda, ch'abbia confèntito d'euèr iòggetta 
ad alcun Principe particolare . Anzi oppoftafi molte 
Volte alli avverfàrj di Santa Chieià, ha fatto refiften- 
Za fin alla tirannide degli Imperatori , come appret 
fo fi dirà. Onde per alcune lettere graziole detoni- 
mi Pontefici lèrvate ne i noftri Archivi , ne venne 
molto aggradita , e commendata . Per il che ordinata 
d'ottime, e fante leggi, le quali oggi fono fra te ri- 
formate da molti noftri prudentifiìmi Cittadini , e 
Dottori, ftampate,* e dittante in fétte libri, molto 
fintamente fèmpre fi è governata eoi reggimento 

B 2 de 



28 

de'fuoi ettimati, cioè de Coniglio de fùoi Cittadi- 
ni più eletti, che per i tempi paflàti troviamo eflèrc 
f apio! & àti a * numero di cento cinquanta, e dei Magiftra- 
to , de Sig. Confàlonieri , e Priori . Era già diftinta 
in otto Regioni, o Contrade di cento, in cento cin- 
te Coat»; quanta fuochi per ciafèuna, con i fuoi capi ài qua- 
ranta per ogni urgente bifògno , dove in fègno ài Re- 
ligione fi veggono molte Chiefè antiche, e moderne 
afìai ben dotate. In prima vi fono due Collegiate 
chjefe <u de J Preti, T una ja Chiefà primaria di Sant'Elpidio 
$ar.t'Ei pi d. ^ De ]j 0j e grande edificio : l'altra era la Chiefà ài 
S.Bartolomeo nell'alto Colle, la quale fu poi incor- 
porata con la Chiefà di S. Michele, oggi Priorato di- 
gniflìmo con tré altre Parochialiuuiteinfieme, S.An- 
drea nel Monte , San Giorgio, e San Nicolò . La 
Chiefà di Sant'Agoftino vecchio, la quale per edilì- 
zio di già trecent'anni non finita, fi giudica di gran- 
de , e nobile imprelà ; che poi fi congiunte con la 
Chiefà già di S. Antonio nel Monte della Pieve, pa- 
rimente del nome ài Sant'Agoftino intitolata . San 
Francefèo vecchio , Chiefà de' Frati Minori , nobili- 
tata dal fito per eflère a man deftra della Piazza an- 
tica incontra al Palazzo pubblico, che poi s'incorpo- 
rò con la Chiefà di Santa Maria , e fi ritiene il no- 
me di San Francefèo. Santa Trinità Chiefà ài anti- 
ca divozione, e appreflb San Paolo,efòprail Palaz- 
zo falendo al Monte S. Salvatore: S.Giovanni oggi. 
Moniftcro di Monache di molta. riverenza: la Chie- 
fà della Vcaerabil Confraternita membro della San- 

tiflima 






?9 

tiffima Chiefà Lateranenfe di Roma , con un O/pi* 
dale, dove fi fanno continuamente molte grandi , e 
fante opere : il Moniftero di Santa Maria del Giesù 
dell'offervanza , (òtto l'antiche mura , il quale è de' 
Nobili, che fiano in tutta quella Provincia. A tem- 
pi noftri vi fi è aggiunta la Chiefà di S. Rocco edi* 
fìcata, e ornata di bellifllmo edilìzio dalli nobili ca- 
valieri Nicolizza , e Palmeroccho filò figliuolo di tal 
cognome , ornamento, mentre videro , di quella Ter- 
ra . Di poi vi è fiata edificata la chiefà col nobile 
Oratorio del Santidimo Sacramento . E ultimamen- 
te nella via del porto, e la Chiefà delli Reverendi Fra- ^SaÌ 
ti Cappuccini, nella quale a laude, e onor di Dio, cc **»< 
e fàlute di quella Patria , il dì di Santa Maria d'Ago- 
fto.del prefènte anno M. D. LXXVX fi celebrò la 
prima mefla con giubilo univerfàfe, e divozione di 
tutto quel Popolo . Erano già in tutto il territorio 
di Sant'Elpidio tre Cartelli , uno fòpra i colli., che p£ eI P,. di 
riguardano la Terra, 1 altro era nel piano di Turri, 
così nominato dal nome del Cartello, e il terzo nei 
Monti Cluani di Santa Lucia, dove fi dice ancora il 
Cartellare : li quali per la vicinanza del mare , e per 
le continue incurfioni , che venivano a patire, de'cor- 
fàri , fumo già gran tempo fa defèrti , e fi converta- 
no in molte gran ville, e buoni cafali, che fpeffiflì- 
mi per quei colli fi veggono: vertiti d'infinito nume- Amenità 
ro di vigne, e di fpaziofi oli veti, che arrivano infi- **l*to 
no al mare, con fontane, e pefchiere in certi luoghi, 
e con beUilimi giardini é aranci, e di pomi d' ogni 

frut- 



YiYO 



30 
SftM v &" tto > che , fi s * «federare; Era quefta nobil Terra 
tédiWp" &^ ducent'anni su quei due colli , la quale in vifta 
di tutta la Marca teneva il circuito circa due miglia 
di muraglie, con fétte porte a luoghi opportuni /e 
di belliffime ufèite. Due erano, come porte princi- 
pali, molto ben pofte, perche venivano nei fianchi 
ai quella calata, dove era la piazza antica , l'una a 
man delira vedo l'Oriente, detta le fontanelle, e T 
altra afiniftra d'Occidente , che ancor oggi fi chiama 
la porta del Lago, e del Girone per un girone di 
affai buona muraglia , che quel fianco vicino alla 
piazza difende , e di quivi fi calava per la corta nel 
vwo fiuaié lìume Leta viva, cosi nominato dagli antichi Co£ 
mografi , il quale per le grandiffime piene, che alle 
Volte reca fin dagli Apennini, allaga bene fpeflb, e 
con pericolo de'paiTaggieri tutti quei piani. Due al- 
tre porte fono nel monte della Pieve , l'una già det- 
ta Porta nuova, e Porta Canale, dalla battezza di 
quel fito, che volta vedo Fermo : e l'altra fi chia- 
ma Porta murata , anch' ella delle principali , per- 
che conduce per larghiffima via verfò il mare a imo- 
lini pubblici, e al Porto : e per l'infiliti, che bene 
fpefio in quella banda i corfàri facevano -, fi teneva 
tèmpre in buona guardia, e tal volta fi murava . Le 
tre altre porte : una ufeiva all'offervanza , donde eb- 
be il nome, l'altra era la Porta del Monte detta an- 
cora a S. Bartolomeo, chiefà di quei tempi principa- 
le: e l'ultima era la Porta di Cerreto, nomata dal 
nome d'un picciol bofèo, che nella calata verfò il 

Chien- 



'fi 



Chiento fòpra il fonte di Cerreto fi vede 

In quefto ftato , e forma fi mantenne , e venne g'JJ^©! 
crefeendo di bene in meglio la noftra Patria molte "' 
centinaia danni-, infino al tempo di Lodovico di que- 
ftonome Quintolmperatore, il quale fu creato l'anno 
1 3 14. e come fi fuol dire in proverbio, fu il roverfeio 
della Medaglia rifpetto al non mai lodato a baftanza 
Carlo Magno : fèdiziofò , disleale , e mal criftiano . 
Perche truo vandofi a quel tempo accefè le discordie de' Guelfi , e 
Guelfi, e Ghibellini, le quali nate molt'anni prima S^dT, 
in Piftoja per una contefà di due cittadini , fi fparfè- *«*«*. 
ro incredibilmente per tutta l'Italia, e crebbero in 
tal maniera per il concorfb degli oltramontani, che 
cor /èro a fomentarle, che in fpatio di cento , e tant an- 
ni, miièro fòtto fòpra tutta la Criftianiti; e per col- 
pa mafllme dell'Imperatore, il quale dove,che doveva ^udovic© 
adoperarfi conì'autoriti imperiale a quetare le difeor- aipeu 
die y e procurare infieme con il Papa la pace a i po- 
poli , e tranquillo ftato all'Imperio , anzi come ini- 
mico capitale del nome Italiano , mai non cefsò in 
tutto il fuo tempo di fomentarli centra la buona 
mente del Papa , e de' fiioi aderenti, fèmpre tenne 
occupata l'Italia di groffifììmi efferati oltramontani, 
mai non pafsò di qua , fé non a danni, e diluzio- 
ne d'Italia , non fervo mai fède, ne promefìa , ne 
agli Amici, se a Nemici. Mifè fcandalo nella Chie- 
fa Santa, fece ftar vacante la fèdia del Papa due 
anni, e creato nell'anno 1316. Papa Giovanni 
XXII. $U creò un'Antipapa in fàccia. E Dio a mag- 

®9R 



Ì2 

gior punizione de* peccati noilri permifé, che egli re- 
gnale in quella tirannide trentadue anni con lafcom- 
munica addoflò di tre Papi , che a fùo tempo fumo: 
e per aggiunta del male, dodici anni prima Papa Cle- 
mente V. Guafèone, aveva trasferita la fèdia ad A- 
vignone, dove per noftra maggior calamità , fu la- 
biata più di fèttanta anni ; a tale, che nel colmo 
di tanti travagli, erTendorimaftala povera Italia fèn- 
za Paftore, e come fi fùol dire tra'1 fèrro, c'ì fuoco, 
in preda delle difèordie, ebbe ampliflìma occafionc 
quel reo Principe, onde aggiunfè il fùo poter al mal 
Volere, di mettere in rovina poco meno, che tutta 
l'Italia. Del che per eterna confusone d'ogni mal 
Prencipe , chiariflìma memoria lafèiò ièritta il buon 
Francefco Petrarca , il quale fu di quel tempo ; e in 
mezzo a tante turbolenze piangendo la mifèria d'Ita- 
lia, ebbe occafione di fcrivere quelle belle, e mc- 
ftiflìme canzoni . 

ITalia mia, benché '1 parlare fia indarno 
Alle piaghe mortali, 
Che nel bel corpo tuo si fpeffc io veggio j*/>*i 
Rettor del Ciel , io chieggio, 
Che la pietà, che ti conduflè in terra > 
Ti volga al tuo diletto almo paefè . 
Vedi Signor cortefè 
Di che lievi cagion , che crudel guerra 
E i cuor, che indura, e ferra 
Marte fùperbo e fero 
Apri tu Padreje'tìtencrifcij e ihoda. &cl 

§P°: 



33 
E poco di {otto facendo avvertiti i Prencìpi Ita-J 
liani de J tradimenti dell'empio Imperatore fbggiun- 

gè. 

Non vi accorgete ancor per tante prove 

Del bavarieo inganno , 

Che alzando il dito, con la morte fcherza." 

■ 
Volendo dir, che egli, alzando la fìia peflima fe- 
de iòtto ipecie di lealtà, e promette di pace, trama- 
va continuamente lacci, e reti a loro eftrema mina . 
Or mentre in sì orrendi tumulti, era tutta la mùera Aflfenzadei 
Italia travagliata : di molti inconvenienti , e di gran- noSflimTì 1 
diflìmi mali ne fu caufà la lunga aflenzia del Papa . 
Perche l'Imperatore avendo preio a favorire la fa- à?n"i»Ml 
zione Ghibellina, e {correndo il campo libero amp-rator?, - 
do fuo diflèminò sì fattamente quelle parzialità per 
ogni luogo , dove potette , che non era terra alcuna, 
nella quale in una cafà ifteflà non avene pofta divi- 
sone, e che bene fpefio non fi vedene venire alle ma- 
ni il Padre, e il Figliuolo, Per quello ordinò per tut- 
to , capi della fiia parte , tirandovi non men nobili , - 
e he ftranieri , e per il più perfòne faziofè , non (blamen- 
te nelle terre, e luòghi della fua Jurifdizione, ma di 
più induceva fin nelle terre della Sede Apoftolica a 
comportare sì fatti moftri,e fèdiziofi nelle Patrie lo- 
ro. A tale che, nella Provincia della Marca , fènza 
difèórrer qui per le tirannie dell altre , quantunque 
ella fteflè fòtto il dominio , & ubbidienza di Santa 
Chiefà j e eie' fuoi Rettori, e Governatori ( mercè quel 

E buon 



buon Papà di quei tempi che ne ftava afiente J ne 
po(è molti fòtto nome, o di Conti, o di Prefètti, ò 
di Signori, de* quali alcuni loro fucceflbri datifi ami* 
glior vita, e convenuti poi in fèndo con la S. Chie- 
da, fon durati in quelle Signorie infino a tempi no- 
Tinnnipo.fti'i^ Di quem*, fecondo , che io truovo nel Sabeì- 
£r«! la iico ' P°^ e Galeazzo Malatefta in Rimini , il Fratel- 
lo in Pefàro, Antonio da Monte Feltro ih Urbino, 
Nolfò, e Galano in Cagli, Alegretto Chiavello in 
Fabriano, Bulgaruccio in Matelica , Ilmeduccio in 
San Severino, Gentil Varano in Camerino, Pongo- 
nio in Cingoli, Michele in Monte Milone , Nicolò 
Bofcaretto in Jefi , ed altri in altre Terre, li quali 
Cnnmife- avevano tal lega, e unione infieme , che per qualfi- 
♦èropì^ 11 " voglia occafione della iàzione loro,o per difèfà Tuli 
dell'altro, tutti ftavano apparecchiati, che a un Tuo- 
no di Campana , o vedutoti il fègno dato loro , con 
fuoco, e con fumo correvano con Tarmi in mano; 
di maniera che talmente tenevano opprelTa , ed ag- 
gravata quella Provincia > che non era ficuro luogo 
alcuno, ne perfòne etiandio neutrali , che a voglia 
loro , ed a richiefta tal volta d'un particolare non 
foffero ammazzati , e mefiè le Terre a ficco , ed a 
fuoco, e maflìme dove fi foflè traovato modo di fa- 
re qualche rapina . Or avvenne in quei tempi ^ che 
la fazione Imperiale (come era {olita di fare ognidì 
d/lfimJS delle i n f°l enz <0 moffafi profàntuolàmente a fir un' 
riiii comra infulto al Governatore della Marca , ienfca aver rif- 
are! """"petto, ne alla dignità denunzio* ne alla pedona, che 

egli 



egli rapprefentaVa del Papa , e maffime , che fempre 
vi fi fòle va mandare perfone di condizione , e gran 
Prelati non truovarono all' incontro altra refifteriza, 
che il popolo di S. Elpidio , il quale come fedelini- jf^JJggf 
mo fempre di Santa Chielà, moflofi per zelo di ca- *■ 
rità, ed a difèfà della giuftizia, e dellonor di quella 
Sede, venne col armi in mano ad opporli centra a 
tanta infblenzia , mifè in rotta tutta quella fazione, 
e rimile il Governatore nello flato di prima . Del ■* 
qual fatto generoiò fx legge una lettera ne i noftri menta del 
Archivi , che ora va in ftampa co' noftri ftatuti,di PaF% 
Papa Giovanni XXII. Fanno quinto del fùo Ponti- 
ficato fcritta in Avignione, che venne ad euere l'An- 
no 1321. nella quale non fi narra qual fòrte d'in- 
giuria fufle fatta al Governatore, ma vi fi accenna, 
bene , che mercè del Popolo di S. Elpidio , iùflè egli 
vendicato, e rimeuo nella fùa Giurifdizione. Onde 
con molta benignità commendando H Papi una sì 
degna opera , in fègno della fedeltà, ed otTervanza 
loro verfò la Sede Apoftolica conclude in quella E- 
pillola dovergliene aver grado fìia Santità, e Tifteffa 
Santa Sede. Or qu^ aggiungano alcuni, per detto de* 
noftri Vecchi , e per udita loro da* più antichi una rkat cmCe 
caufà particolare, laonde la noftra Patria saveflè ti- ^«ùmìitì.. 
rata sì gran rovina addoffo reioe che in quella fazio- 
ne fuflè ammazzato uno de Capi Principali, e mol- 
to grato all'Imperatore, e che per tuo ordine egli 
era Prefètto, e Tiranno della Città di Ferino. Altri 
$ co 5?> Ac l'odio particolare nacque per una con* 

S 2 giura 



3* 

Morte dei ^^ fatta contra ^ ett0 Si g nore & Monte Verde ali* 
Tir!naó di ora Tiranno di Fermo, deila quale fu capo un Gio- 
F«mo . vann i Gerardini nobile nofìro Cittadino , e che nel- 
la Città di Fermo , dove aveva la parte , ufcendo da 
Santo Zenone y Tammazzorno , e che la parte di co- 
ftui moverle i fìioi fèguaci a danno di S. Elpidio . 
Quefta è la fama antica , ma la caufà principale fu 
fecondo la predetta iftoria, che eflendo Sant'Elpidio 
una delle favorite Terre , che aveffe il Papa nella 
Marca, forte di fito, e di nome molto ricca , la fa- 
zione Imperiale, ricevuto un talaffronto, e limola- 
ta dal favore di Ludovico alla vendetta, gli fece con- 
mtS*^ una & ran con gi ura « Della quale fu capo il Con- 
Eipidio, te Luzio Malatefta da Rimini , uomo d'Arme dell', 
Imperatore con fèicento cavalli, e infieme il Sig. Ri- 
naldo da Monte Verde, Bartolomeo da S.Severino, 
e Francefèo da Matelica . Li quali tutti con le loro 
comitive, venuto il giorno deputato, che fu delme- 
fè di Agofto l'anno 1328. fedente ancora nel Pon- 
tificato in Avignone il mede-fimo Papa Giovanni, 
JdSip.'di mezza notte per tradimento (così kriveGio: Vil- 
lani nella fìia iftoria ) vennero da Fermo, prefèroS. 
Elpidio , e arfèro , rubaron il tutto , cacciarono i 
Guelfi , e quella Terra ne rimale quafi diftrutta . E 
ben' vero, che gli uomini di S. Elpidio, ne altri con 
verità, non imputano principalmente quefta mina a' 
Fermani , con li quali non lì truova iftoria , ne ri- 
cordanza alcuna d'odio, e d'ingiuria, che ci fufic oc- 
corra: ma ( come fiè jdetto) la caufà nacque da quel- 
le 



Li Fernuni 

fonoimpu- 

"aver 



37 
le partialità, e dalìe/serfimoftrata quella Terra trop- 
po fedele alla Sede Apoftolica . Ma qualche fimultà 
vi è ben rimafta poi, onde il volgo ne dà loro la col- 
pa , ed allegano la morte di quel Tiranno , pe '1 qua- 
le non ha però del verifimile , che i Fermarli fi m °-^ t [f^ 
veisero, non efsendo egli manco loro inimico , che n» Santa» 
noftro . Ma la colpa loro manifefta è quella , che li 
Fermani non fi pofsono leufàre, che in quella ruina 
fé ne portafsero la Spina Santa Reliquia della Coro- 
na di Noftro Signore , la quale tollero nella Chiefà 
' di Sant'Agoftino nel Mónte . Perche in si mifèrabil 
rovina efsendo rimafta quella Terra defèrta, ed arfà, 
e maffime da quella banda di ' Sant'Agoftino , per do- 
ve da uno fèelarato traditore de'noftri fu data a ne- 
mici una Porta . Il dipoi, the la Terra era quafi 
Vuota di Cittadini, parte uccifi, e parte che s'erano 
fàlvati più in ficuro $ la plebe fòla deTermani , che 
vi era corfà (come interviene in fimili rumori )mof^ 
fa fènza dubbio da qualche emulazione, più tofto, 
che da carità, che una tanta Reliquia rimanefse in. 
•quelle rovine, non truovando chi lo vietafse loro , 
ne manco potendofi avere ricorfò al favor de' Supe- 
riori tanto lontani, fé la prefèro,elafciatiqueiMar- 
mi fpezzati > che vi fervano ancora per memoria, la 
portarono a Fermo , e cosi molti di quelli , che la not- ' . , 
te inanzi avevano feorfà quella Terra col ferro, e col 
fuoco in mano, in Procefiìone con diece Frati inaiv 
zi, per colorire il fatto, fé ne ritornarono con la pre- 
da di sì Santa Reliquia. A quefta rovina, oltre che 

E a ii fi 



3 8 
fu grande, e che da una gran calcata non e così fc« 
pefte do C *' e a riavern ^ fucceffe in quello, e Taltr'anno una 
P o 1! ioTì". pcfte molto grande ( ficcome il Platina, e il Sabelli- 
"** co Scrivono nelfiftorie ) onde per mancamento pri- 

ma delle perfòne, e di poi, perche mentre il ripararli 
venne indugiando, il redo da fé andò in rovina , e 
per aggiunta di lì a quattro , o cinque anni morì 
quel Papa, al quale s appettava darle foceorfo , e ri- 
ftorarla: dieci anni , e più da poi fu fatta delibera- 
zione da quelli uomini , che vi rimafèro, che per darle 
qualche riparo, e per fègno , che veramente dove£ 
fé parere un altra diitruzione di Treja , non piglia- 
rono imprefà di rifarla tutta, maritirarno la terra in 
Rifardmen-4 11 ^ Colle fòlo di S. Elpidio , e cosi col guafto 
wdis.Eipirmedefimo la rifàrcirono di muraglie, conferirono di 
quelle chiefè antiche due, o tre in una fola , come 
fi e detto , e fu riftorata nella fórma , che ella ftà . 
Se bene tuttavia fi è venuta migliorando dedifizj, e 
di commodità, e fi è ripiena, come al prefente fi ri- 
truova, di Popolo , e di Ricchezze in modo, che 
abitandoli molto furetto, non vi fi potrebbe capire, 
fé non che s'è tornato da molti anni in qua a riabi- 
tare quell'altro colle, dove fi fanno ogni dì di nobili 
tàdc( edifizj. Dimoftrano l'antica nobiltà di quella terra 
h rem cu molte lègnalate particolarità ; e prima il fitodclpac- 
s. Lipide. £^j q ua j c p arc " dalla natura fia ben dilpofto , rileva- 
to di mezzo a i piani in quell'altezza , e fpaziofo , e 
di sì buon'aria, che fi può giudicare eiìère ftato abi- 
tato non fola a tempi de' Romani* ma fin dal prin- 
cipio 



39 
cipio del mondo. E fé bene d'acqua fi può dire pe- 
nurioiò , come fono il più tutte le terre della Marca, 
abbonda però di molte fontane, che alle Pendici di 
quei colli ,e per le vicine valli fi truovano, d'acque 
•boniflìme . Che al tempo de i Romani , e della Rc- 
publicafoffe florida, e ricca, affai chiara teftimonian- 
za, ne fi quefto, l'anno 1525. in una Vigna del 
molto Rev. D. CoftanZo Egidiucci , fumo truovate .^^Jjj.. 
quaranta due libre di Medaglie d\^rgcnto, da He <jua- ^ te * s "*'. 
li egli poi, ed i flioi Succeflòri , hanno prefo il Co- p * *' 
gnome di Médagli, delle quali io tengo un'Epiftok 
elegantiflima fcritta in quei giorni per memoria d'un 
sì bel tefòro del Angolare Meifer Giulio Caflìni, ol- 
tre a molte altre moftratemi dal Magnifico Dottor 
Meflèr Già* Franeeièo Medaglia fuo nipote, tutte d' 
impronte antichiifime . Vedeafi in alcune Giano bi- 
fronte, in altre Saturno, e Rea con la Nave a ter- 
go. In altre la Lupa con Romolo, e Remo , in al- 
cune erano il ratto delle Donne Sabine , Quinto Cur- 
do Capra la Voragine, Decio, Bruto } ed altre for- 
me; tutti fègni di grande antichità, e di efTere fiata 
quella città di fègnalaìa ricchezza , e clie per qualche 
afntichiffimo fatto d'armivi fofeo ftafe afìotterrate . 
A quefte ragioni s'aggiunge, che a rifpettò alla fe- 
condità dei paefè ? ^bbendantifllmo ipezialme-nre di 
grani , e bia-db , e di Vino, e d'olio , per la commd- 
dità del Porto, e del traffico della marina ;fùa prifj- s u |i P So s 
cipale induftrk fu Bell'Agricoltura il piò, e di si fat- 
te mercafctnzie per Mare : onde eBa ha avuto fèrri- 

pre 



pre nome di ricca Terrai La memoria però d'alcu- 
ni uomini fègnalati, e di molte antiche, e nobili fa- 
miglie, che vi fono anche gran parte in fiore, ligni- 
fica , che in ogni profcffione ella ila ftata induftriofà . 
nSiifé f" Ic " Trè quali fu il Beato Clemente degno veramente di 
eterna commemorazione, si per efiere egli fiato uo- 
mo di gran dottrina , e di fànta Vita . Onde nella 
Città d'Orvieto, dove mori, fu beatificato, e tienfi 
il corpo in molta venerazione : sì ancora per alcuni 
meriti, ed atti di gratitudine , che egli usò verfò la 
fila Patria . Perchè quello Venerabil Padre fiorì po- 
chi anni prima alla rovina fòpradetta , ed efsendo 
flato Confèfsore del Papa , e di poi fatto Generale 
del fùo ordine di Sant'Àgoftino , tornando da vifi- 
tare le Chiefè della Grecia in Italia , ottenne grazia 
6' Andronico Imperatore di Coftantinopoli , col 
mezzo del Patriarca Coftantinopolitano , d'alcune 
Reliquie della Chiefà Patriarcale d' Antiochia , che 
pochi anni inanzi era tornata in potere del Saladino 
Rè di Egitto, e in mano de' Barbari: tra le quali eb- 
*2flT^* ^ e una ^ e ^ e Sp me Sante, già fòpradetta della Coro- 
Santa, na di Spine di Noftro Signore, la quale quefto Sant* 
Uomo a perpetua memoria , e per legno ed gratitu- 
dine verfò la fùa Patria , portò a S. Elpidio : dove 
con fpefà nobile di quei tempi fu fatto quel gran 
tempio fòpradetto a nome, ed onor di S. Agoftino, 
nel cui Altare maggiore fòpra a un Tribunale di 
Marmo magnificato con bel difègno , e con due Sta- 
tue, una di Saat' Elpidio a man deftra, e l'altra di 

Sancì 



4i 
Sant'Agoflino alla finiftra fu collocata ; còl Titolo^ 
come iniìno al dì d'oggi fi vede , Locus Spinge San- 
B<e . La quale fiì tolta, pochi anni appretfo , in quel- 
la rovina , e fu portala a Fermo , dove ancora il tie- 
ne nella Chiefà diS. Agoflino con molta divozione: 
Poco tempo dopoi fiorì nella Patria noflra il Padre 
Alefàndro del medefimo ordine , del quale fi leggo- 
no ferirti in Teologia , e fopra le Sentenze di molta 222»^ 
flima. Vi fu un Francefòo Gerardini , dei quale fa J^^ 1 ^ 
menzione Gio: Villani neiriflorie per uomo di mol- 
to giudizio , e grato a Rè . E d'un Luzio Ac- Luzìo Ac«ì 
ciarini Elpidiano fi leggono alcune Epiflole fcritte al rmi: 
dottiffimo Poggio Fiorentino , fue propofle, e rifpo- 
fte molto eleganti ; E qui lafèiarò per non nominare 
un più, che un'altro, molti uomini di valore , Ca- 
valieri, Dottori, e Medici , Mercatanti , e Capitani, 
di molte onorevoli famiglie, che a quefla noflra età 
vivono in parte, o fono flati, perii quali la Terra di 
S. Elpdio ha nome di molto induftriofà , e di eflcr 
dedita alle virtù, ed alle colè di onore . Di quefla 
nobil patria è la mia famiglia, la quale viene d'An- Fam . , 
drea Bacci affai onorevole Cafà in Milano , il quale b«cì, 
effendo flato ProfèfTore di qualche nome nell'Archi- 
tettura , fu chiamato al tempo di Paolo Secondo, 
fòpra le fabbriche del fòntuofò Tempio di S. Maria 
di Loreto , infieme con Antonio cognominato Bac- 
cio fuo Figliuolo, che poi dal Magnifico Livio An- 
dronico Paleologo, fcampato col Padre doppo l'ec- 
cidio di Conftantinopoli, effendo flato invitato , s'ac- 
casò 



42 

caso finalmente ( come a Dio piacque ) in S. Elpi- 
dio con donna Riccadonna fua nipote , del quale io 
iòn nato , trasferitomi già molti anni con la mia 
fìicceffione ( come Dio ha volfuto ) in Roma, Me- 
dico al preiente, e Cittadino Romano . Quefta èia 
vera iftoria , e l'orìgine dell'antica Cluana , oggi det- 
ta S. Elpidio , e della fua Nobiltà , nella quale io 
credo aver afsai fcritto, e fòdisfàtto a miei CittaoV 
ni, e maggiori , che vivono al dì d'oggi . Ma via 
neTe "ofté" P^ accetta , e grata doveri efsere a' noftri pofteri, 
Autore . dcli '^ 9.°*^ P er 4 ue ^ a dichiarazione mia averanno peri' 
avvenire un chiaro lume della loro origine ,. e pol- 
iranno gloriarli di efsere nati d'un antica, e afsai no- 
bil Patria , con occafione oneftiffima , ad imitazio- 
ne de' loro maggiori, ài darfi via più all'opere vir- 
tuose* E fé i fòraftieri, maflìme i vicini diranno con 
qualche emulazione, che S. Elpidio ora ha picciolo 
abbietto , e poco capace d' Iftoria ; io auro piacere 
prima d'efsere avvertito da loro , fé in tutto quefto 
dimorfo io avefli fcritto cofà , che non ha vera , o 
che trovafsero altrimente di quelch'io ho fermo* 
Ma fé d'una Famiglia particolare, e fé della vita d' 
un folo, e di un fòl fuccefso, fi fcrive tal volta un* 
iftoria intiera , fòlamente per tenere quella memoria; 
perche non d'una Patria , la quale ( di qualsivoglia 
nato, che fia ) Venendo illuftrata con la chiarezza di 
fé ftefsa , da fa norma del vivere a tutta la fìia pola- 
rità \ Di poi io cnnfcfso , che tutte le Patrie non 
pofsono efière, ne Milano > ne Roma; le quali eflcn* 

do 



'43 
do parimente mìe Patrie, una per origine, e l'altra 

per elezione, tuttoché fiano fiate ancor effe un tem- 
po di baffo, e picciolo fiato , hanno però data alfe 
sì ampia materia al mondo , che ne fon già piene 
tutte l'iftorie, ed a me fi conveniva ( qual io mifia) 
Soccorrere a quefta, che era manco chiara, e pur mia 
Patria nativa . E il limile potranno fare gli altri, che 
averanno meglio, o colè più vere delle Patrie loro, 
che a me bafta per adefio averne detto tanto , e qui 
farò fine » 



IL FINE; 



De Macerata Urbe in Piceno 
ELEGIA» 

Adai. R. P. D. Jo: Andre» Maflei CJcr. Reg. S. Pauli Prov. Rom. Vifitat, General*?} 

■ \*U<e de Apenini finuofa Potentia clinjo^ 

^*Contra *Nuceriam> Matelicamque fluiti 

i 
Curri prope Adontkulum^ quo [e fubàucere monte $ 

Incipiunt *> placidis ad mare ferturaquis: 

Sì ) qua parte <~via efl ad U^am > hac flumine reEio 
Septem miilenis pajjìbus ire \unjet\ 

Cernuntur fub<-verf* "Urbis monumenta , per agros 

4 

Difperfa, & multo rudere Ripa frequens # 

H'*c fttity ut perhibenty Romana Colonia quondam > 
f 
Hel<-via pr<enomeny nomina cui Rictna* 

6 

Altera uti Cybeles > turrita celfà corona 3 

Regia Picenis Vrbs p mèrìtumqm Caput* 

A R<h 



Romani Imperi] fortunam utmmque fequuta> 

Sorte pari fior et > forte caditque pari* 
s 
Tejus oppugnata mururn k<ec defendit ah hofte- y 

Ceti Lea cum Catulis preffa cubile fuum • 
Sed tandem cecidit : multis qu* folibus ante 

9 

Rejìitity hojiiles fuftinuitque manus* 

IO 

Qu* cecidit^nec inulta jacet , mox milite Grajo 

Gothorum eruitur funditus Jmperium% 

ii 

At Ricini > & fi connjulfis ruat undique Teftis > 

litico erit grata refìituenda <~uice : 

Quippe ruinarum frujlis njelut eruta furgit > 
In morem primum condita maceri*. 

Seu <~uelit> ut fama e fi , dici hinc Macerata > he enti 
Metro oblita no<vi germini s > unde nucnit: 

Scu 



■ 



>4 



Seu y Quoà barbarico tota efl contrita umultu > 
"Nomina > preteriti fgna dolori s habet ; 

Ln tterum exijtit > rebus fermata fecundiSy 
*Vt tanti fuerit fic perijjfe prius . 

Taliter e xuitur pofi ficaia Unga [me Siam y 

De proprio Phoenix mox redinji^ua rogo * 

Nam Macerata recens a funere matris > in ima^ 
Proxima ei Collis parte locata fuit. 

De in fummo } un data jugo> atque ereSlafuperfaty 
Paulum a natali dijfcciata folo . 



16 



Collis utrumque fui geminus latus dlmt amnis? 

Sed proprior > xujus npmen^ (gfr unda cluet . 

Ethere nunc liquido fruìmur > nunc fedìbus altis 
Spe&amuS) Pici qua patet omnis ager. 

A 2 Et 



¥ 



Et ny eluti è fpecuU) qu<e furgunt Oppida cimimi 
Quantum^vis Immiti mole > ridere licet • 



17 



Arataque Romams adeo digitata Colonis > 

Paravi ut adhuc refonent nomina magna loci. 

Cernere ffi efi nitidi s torrentia flumina campisi 
Et qu<e inter colles panditur orar triplex . 

tìu Jì^ve Haàriacas oras 5 adjunclaque rura^ 

Rura y quibus femper florida njernat humus) 

$eu tibet oppofiti ex Auftro procul Apcenini 

Cernere tergum horrens cautibus atque gelu\ 

Seti Cumerum e "Borea ? (djr late rofonantia faxa , 

Dum mare dalmatici? fluEbibus omne fremit ; 

Dorica , quo flexo in cubitum tuta injidct Ancon * 
Ancon 4 fortii tam celebrata fuo : 

<]uam 



O quam pulchra mi hi Terrà Piceni ah ora ! 

O quarto pulchra oculis [cena fine arte meis ! 

tìic Tonti facies meliti $ j Coelique reniàtt^ 

H\c Sol fpUndtdicr 3 gratior itme à:es . 

jQuam yucundus adef kit formofjjìwits kWtfif , 
Taurns uhi pandit limwa ^tferd tèè r é*} ! 

Quam tempeftiruis ruindes hic imhriwfif a&W j 
jSfullis firn quam-vis fonttbus irrigui [ 

^Bacchus amans colle t y una cnm Palladi ~::cfìit : 
Jungitur his certo federe amica Ceres* 

'Ahinoi Sil<~vis pr<ejìant Pomaria fucco : 

Tanta e fi nobilitasi ingenipmque foli . 

Hic Pomona priu$) ^vulgata definit arte* 

Mirari arhorihm > non fua poma > fuis. 

Hefpe- 



6 

HefperU magn<e fatati pars optimi > cu]u$ 
'-Tctius tlljnca ejì e regione plaga * 

Frugata terra potè ns > Fé pie excultay fnbtpf® 
Saturno > a pouf e a tempore digna coli. 

Giulia y atit panca tuis fuheunt mala gramina campisi 
Ihcidit m timidos njipera rara pedes* 

Letifero* merhos > qui dormii [uh ]o r ve mejfor y 
HSlil metuit) ^vtl cum Sirius urtt agros * 

Quo fé <~venatu me exercet Uta Juventus y 

Illum non matresy non timuere Nurus: 

Non furit hic Lupus j aut Z/rfus <v<enahula contra > 
"Nulla nocens filnjis ore > <~uel ungue fera\ 

'Nulla nocens cornu ; frendet njix unus y & alter 
Montibus extremis dente timendus aper • 

Nulli 



Pi* 

7 
Nulli Ine deferti monte % nulla afpera rupes] 

£)u<e non manfuefcat ^vomere ad ufque Jugum . 

Undaque non fcopulos > flerilem nec tundit arenami 
Sed qua fubdu&is collibus ar^va nitent : 

21 

Jnque dics ma)ora^ recedit qua mare terris^ 
%/t )am Uttoreus plura colonus aret* 

Denique non rapidum hìc flumen^ nimiumrue tumefcens 
Quo fìagnante > palus illieo fiat ager . 

INimirum fiudiofa parens natura canjebat : 

A qua funt ttrr<c httic omnia nata bona. 

Di^vitias natura fuas , cum conderet orhem 

Fudity ut Agricola J emina fparfa manu* 

Hoc uni<> hute alwd) non omnibus omnia donans : 
Hic autem 5 hic toto fundere njifia ftnu • 

Tarn 



* 

H 

Tarn molli gremio terras y atque ubere Uto 

Ditram qtiis hello gentem aluijfe putct ? 

££ttì tamen e Parths primo s egere Triumphos 

Roma tihi h*c tellu$ y h<ec tulit alma àuces. * 

Firmanamque tulit <-viElricem f<epe cohertcmy .,. 
Pr Aia conjiceret qu<e uhi Àiarte fuo . 

Agmina > qu<e SyrU Magno tum Rege fugateti 
Montana exupcrans ardua Thermopylis • 

Et centra Emathiam Roma item h ella gerente > 
JEmathi) hinc item militis orta fuga efi . 

.Quid memorem in patrio ^valida (djrfìtu? ($f aggere cafira : 
Et forti) ac fido pcBore tuta folo t 

%Lam tua laus critur Piceno > Magne > receptoy 
Hoc idem amijfo e $ peri s ejfe minor « 

Da od 



IO 



jQuod Picenus ager^longe ipfa tutior Alpe y 

Rerum "Urbis Domina Mo&nibmagget erdt\ 

Aft ubi Reihgio comite hee loca pace meri 

Cfpitytibi arma no r vafu£cubuere Tog^e t 

Sfpe facris IN at or uni hac terra ornata Tyaris 
Tempora , f*pe ftcra murice fulfit Apex • 

3* 

Jguin Afeli genitus 'Nicotaus j pur pur a fub quo 
"Unico erat merito non temer atvshonosl 

Jungitur huic Sixtusi nonffna, hoc 'vindice, fonte $ 
Prtterijt ; claudo ^efer'vitque peàe\ 

Patria cui , feti Monsaltus > feu Cupra fuerel 
Piceni tamen efì certus , ttterque locus • 

Nunc tetris CL£M£NT£ datò fu tiara triumphaf 
a 
Vmnum, b quani ifto lumins darà tuoi 

y È $5 



io 

Scilicet hu'ps trai magnum equiparare Lecnem 
j)o3rma > imperio , moribus , eloquio . 

ffìl fub utroque poteft , quantumrvi s barbaruf hoftis 
P offri 5 (j$f Aufonijs a/cibus immineat . 

Verum nunc fioftram rvolitantem cannine Mufam 
3n Pro jurefuo ad fé Macerata rvocdt * 

Bn Macerata ^vocat , «p* rurfus Regia Pici? 
Antiqù* laudis quod f "uh , una referti 

ÌT 3 8 

Anttfiesj Prefes Piceni , huic proximus ornat 
Qu<eftor y'furidicum condecoratque forum* 

•4* . . 

Florentem Sopti* fiudio , de meliore Mmer<vai 
Cecropi* **t fiat mentio «nulla, jDe* . 

Ai 

Illa rvìtusRiana ,'Vrbs inftripia. olimi HEDV1A FSLÌX^ 
Quando nunc .magis hac prole éeata fuo,.: 



1* 

2S&» modo CffarihttS fernjk > tt0# amplia* tllos 
SreSks tkulis ambitiofor capit : 

Mercurio ne e f aera factt dejueta y nec ulti 



b 



Cogitur indigno- tlous adolere Dea ' 

S&d <-verum> atque unum coliti expul fifone Tyrannìs 
Ficenum prelTum qui tenue*? dtu : 

Chrifiiadum Capiti fupremo ohnoxia foli efl > 

* è ' ■ zi- 
Èccleftdr Jìnut idejt paci* adulta ■ fnu t» 

«vr t 4f 1 ■ r r /i r r 

Tlec Unge hmc pcfitum coeleJUmunere ajylumj 

JLaur etana } ipfa hac %Jrhe njidmda > Domus 

Mine <-vitari indignati H$umini~$ tram 

"Srachia Micolei fangutnolenia monent : 

SuamDem hoc pa&o' Vrbem > Relligioque tuetm 
$id timeat cafus jam reparata .norvos ? 

V 2 NO- 



NOT-fi 

IN ELEGIAM 



N. i \ Pud aliquem $criptorem nullo dilcrimine eft 
J~C ; iftm' ^tTLr Macera ta^^si ,&: Marchia? Macerata , per- 
.. peram intèlligentem illud Hadriani Cardinalis Carni, 
iter Julii Secundi 

Ardua qua* fàxo cólitur Macerata vetufto 
Hinc petitur 
In quo verfu eft férmo de Macerata Urbini. 

2 Flavius Blondus in Piceno non diffimilia differit de orni 

Potentine fluminis. 

3 Prope Monticulum vulgo Montecchio incipiunt Apeni- 

ni colles , Blondus ibidem . 

% Rudera fùnt lapidum fruftra 5 Se ruinarum materia Ba- 
fil. fabr. erudit. fèolaftic. the£ RutiKus itinerar. gallic. 
I primo verf.V, 412. 

Ruderibus totis teda iepulta làtent. 

5 iEliam vocat Blondus , Se vult iedificatam ab JElio Per- 
tinace, eique aflentit Sabellicus , fèd Helviam vocant 
lapides , & numi . Quin Pertinax Helvius didus eli , 
non TElius ex veteribus numis , Pagi crit. in annal. 
Baron. aun. 193. n. 2.; tamen non vere ardificata fuit 
ab Hclvio Pertinace, cu in Rccinenfium memincrit Pli- 
nius 1.3,cap. 13. & Frontinus in Coloni js , qui ambo 

ante 



13 

' ante Ofarem hunc floruerunt . Hafc Colonia blandi- 
turetiam Septimio Severo, tamquam conditori fiio, 
ut eft in lapide vetufto apud Maceratam ; fed ab ilio 
potius au&a , & ornata , quam edificata : Idque more 
aliarum Civitatum , qua? adulabantur eodem modo 
Principibus de fé bene mefjtis : Moreilus rei miniane 
ipecimine tab, 20. Erizzus in Ancona? nurno , ubi de 
numifmatibus Commodi Imperatoris ♦ 

6 Ricina turrita in numo Gallieni àpud Erizzum^£x 

quo colliguntmetropolim fuifTe , qua? interpetratur Ivla- 
ter Civitas , propterèa in numis civitas, qua? eratme- 
tropolis fingebatur Capite in hunc modum coronato, 
adinftar Matris Deorum, de qua uri terra? figura, & 
fymbolo Lucretius aiti. 2. 

Muralique caput fùmmum cinxere corona,' 
Eximijs munita loris quod fuftinet Urbes . 
Hac figura in numis exprimitur Antiochia Syria?, 
Ancyra Galatia?, Tharfùs Cilicia?: Morellus rei num. 
tab.4., ex epiftola annexa Ezechielis Spanem. ep. pr. 
cir.fin. f & Silius italicus 1, 13. Chartaginis imaginem 
fecit eodem modo turritam , eo quod efièt Africa: ca- 
put. ItàVfimiliter videtur fuiffe Ricina tempore Gal- 
Jieni Ca?faris , fùb quo ab ifta Colonia cufìim numi£ 
ma : cum alia alio tempore Civitas Piceni fuerit eju£ 
dem caput: ut Afculum, JEfium, Auximum, Anco- 
na, & Firmum. 

7 Ab imperio Trajani extant Ricina* monumenta in lapi- 

dibus . Sub Trajano àfctem teVircfèere } & impernine 

fi 2 gfis 



Rom antim florere cepiflè, nemò un«s cjui vel à longe 
hiftoriam Gelàream fàlutaverit eft qui dubitet. Viden. 
AureKus Victor in Trajano. Syetonius in Dominano 
fub finem. Cecidit autem, ut vidcbimus,iubTeja ul- 
timo Rege Gothorum , cum quo defijt ipforum Re- 
gnum, Duce Italia? Narfète natione graeco Coftantino- 
poli imperante Juftiniano , &: paulo poft occidentale 
item imperium , Longobardis, &exteris nationibus 
Italiani in vadentibus , in eaque ièdem figentibus . Hinc 
hiftoriam Sigonius vocat non amplius de imperio oc- 
cidentali , fèd de Regno Italia». 

8 Rex ultimus Gothorum Te jas capto jam Cingulo oi> 
aqua» defe&um , fruftraquc obfèifa Septempeda , defcen- 
dit in agrum Recinenfium, ubi Ricinam obièdit, iùb 
quo verifimilius fuifle deftru&am , quatti iùb Alarico 
Gothico Rege longe Priori . Nam Recinates dicuntur 
obfèffi à Teja,non Maceratenfès,ut aliqui volunt. Ad 
ha»c: Civitas Recinatùm, quae dicitur obfèfla apud 
Blondum, & Sabellicum defcribitur in Campeftribus, 
ideft in terrae planitie, non in colle fitaj- tandem Man- 
tuanus carm. fficolaus Tolentino,* ait de Macerata. 
POST GOTHICA BELLA, 
Edita, & ex prilcis Ricina» generata ruinis. 

3 Diti reftitit Ricina Gothisohfidentibus. Sub finem M- 
ftatis capta, &c diruta videtur annoChrifti 553., nam 
Tejas, qui cepit regnare circa principium ^Fftatis anno 
Chrifti 552., ut videreefthoc anno apud Pagìtom.2. 
in ait. Baron., fequcnti iEllaté Ricinam obfèdit , nara 

du* 



<fox fere iEftates, & Hyernes conrumatae initio bello- 
rum, &c fine, quibus cepit, &: defijt Regnum Tcjxun» 
cum Gothorum imperio . 

io Videndus numerus feptimus. 

11 Verifimile eft ineunte anno Chrifti 554. audita morte 
Teja?, de cxde Gothorum , Maceratam una cum Re- 
cineto a^dificatam , cum fere itatim utramque repara- 
tam ait Blondus in Piceno % maxime cum Procopius 
aflerat paulo poli in Italia plura loca a Gothis vaftata, 
iìib Nariète Duce fuilfe reftituta* 

[12 Videtur -di&a Macerata a macerie ;, ideft domorum pa- 
rietibus ex puris cGementis line arena conitru&is, utfit 
inièpiendis fundis^Tel liortis ( hsec cnim'eft maceria 
ex Philandro in Vitruvium l.s.cap. 8. ) quod pofìllì- 
cinae ruinam plurcs incola*, qui iòlum vertere longius 
noluerunt , ex ipiìuimet deiòlata? patrie lapidibus teme- 
re , oc tumultuario opere iìbi caiàs corifìruxerint, 

13 Quarnvis prima in macerie produca tur, tamen primam 
in Macerata corripiuntMantuarius^Pamphikis, &alij,, 

j 4 Perindc ac fi Macerata veniat i verbo macero , quoid 
idem lignificai, ac conterò 3 &: attenuo, èc alluditur ad 
ejus commiièrabilem cafùm» 

15 Macerata primum edificata in Collis parte proximiori 

RicinsE ruinis adhue extantibus in Territorio Macera- 
tene;, ut iadkant rùdera yeteris Civitatis Macerata:; 
poftea verò,cum jbsec renovatur, fuitin furumitate Col- 
lis locata < 

16 Qumwmqitàafflmnw ciuco « 

e Hu- 



i5 
Fluvms Inter Piceni celebratiores ex vetufto lapide Ma- 
cerata. 

■ f . . , . . MILITV XIL LEG. CJBS. 

£Jt alia wfcriptto T \ /f T> "E V T 

/«rè fimilis in 1JV11 * .C.A. 1 * 

«&***, TRUENT> CLUENT. 

FLUM. PICEN. 

latine Cluentum , ut Truentum generis neutrius , ut 
eft apud Pomponium Melam, & Strabonem utrum- 
<jue corrigendum ubi habetur Druentum, & Traenti- 
rrum,Iicet Chientum barbare V(xentJo:BaptiÌlaMan- 
tuanus, èc Blondus. 

17 Ex hoc diuturno incoiata Romanofum multi pagi adhnc 

denominantur a celeberrimis apud iltos gentiliti js fami- 
lijs, licèi corruptis nominikis, Sern/igliam?, Quaz^a^ 
no (gjjrc. Andreas Baccius de origine Cluanae Urbis - 

18 Hortos Akinoi Corcyras, ièù Phseacum Homerus con»* 

menda t propter frugifera* arbores ,. non propter illas, 
%ws magmtudine 5 plenitudine, umbrarura officio in 
hortenfibus delicijs commendantur.. 

19 Poma Picena prseftantiflimi fiporis , & fuceir Juvcnal. 

Sa tir, io. De conflbus ijictem 

/Emula. Picenis , Se odoris mala recentis it^L /- f : r , 
tv . 7* • t- 1 • r rtorat. tatir, 4. 

Picenrs cedunt pomis Tyburtia iuceo ► 

Item Strabo 1. ?, folum Picenum à frugiferis arboribus 
magis quam a ceteris frugibus kudat . 

20 Vepigus £u Pieus" Saturni filius dedit nomen Piceni Ak 

culo, 



taf 
culòVunde tamquamà càpite fuk denominata tota He- 
gio Picenurn Syliusl. 8. 

Et inclemens hirfuti (ìgnifèr Afeli : 
Vepicus quondam nomen memorabile ab alto 
Saturno ftatuit genitor 
Vidend. Petrus Marfiis in Commentario fx&OBti loci . 
2 i In pluribus partibus orse Picena, maxime vero firmane 
ex receilu maris continuo proiatatus longè ^ Jatèqne 
ager etiam per aliqnot milliaria . 
e 2 Detòus militum in locis afperis 3 ac minime amemis 
laudatur I. lip£ politk. uà ci vii. docìx.. I.5. cap. 1 2.. 

23 P. Ventidius Baffus genere Picens primus de Parfhis fe- 

re invicìis triumpha vit, GeUius 1. 5. cap. 4, 

24 Grecia? Mons eam dirimens , ut Italiana Apeninus : iU 
« lius fàuces Antioche Syri* Rege cognomine Magno 

contra Romanos obfidente accendere juuajugum firma- 
rla cohortej bine fadnm initium Antiochinomm fuge> 
Fiutar, in Catone Ceniòrio 3 Adamiis fragment.de rek 
geft.Rrm.l. i.c.8. 

25 Titus Livius I. 45. verfus rlnem innuit ex alia coharte 

Picena, caderaque Firmana > idefr. ex ea parte pra?ii| 
ubi iila erat , hinc primum iugam Macedonum efie 
ortam. Idem Adam cap. g, 

26 In ipfò Piceno. 

2 7 Lucius Rorns , oc Plutarcus ajunt Pompefum priva tum 

hominem annos natos tres , & viginti voluntarium 

'exerckum in Piceno confcripfiflfe , plures ibidem Civi- 

=S tates , maxime vero antiquam Auximum fibi conciliai 



i8 
Ég, ad eumque fé nobilitato» Romanam contuliffe , 
ut defèrta Urbe ad Caftra veniretur, mox ad Syilam 
euro exercitu inftraSiffimo profé&urrr , Imperatorem 
al> ipfò Svila fàlutatum, ftómque inCeltiberiammif- 
fum efle . Prfncipium igitur magnitudinis Pompei è 
Piceno reeepto, & faccioni Syllanf conciliato .. 
Ex Piceno autem amino cepit virtus, & gloria Pompei 
in dies miniti Cicad AttJ. 7«ep. 1 3. 

2p Alpes natura poto ad Italia? ,& Roma? munimentum * 
Cicero de Provincijs Confularibus. non longe a fina: 
, Alpibus inquit , Italiam munierat ante natura , non fi- 
ne aliquo divino numine.. Namfi ille adìtusGalIorum 
immanitati ,, multitudinique patuiflfet $ nunquam na?c 
Urbsiùmmo imperio* domirilium,àc fèdem^ prebuiflèt . 

30 Urbi tuenda? quali agger Picenum erat : ita Paulus Ma- 
nutius in iUa verba Cfceronis Ad Att. 1. 7. epu 1 3-. in 
Pompejum, cui ne Picena qmdem nota , id autem pr£- 
ftabat Picenum Roma; non taro natura? fìtu 9 aut artis 
operibus, quam fide. Se virtute milituro mu&itum » 

3 r Ecclefiaftieorum habitui • 

32 Nicolaus Qiiartus de quo Platina * 

H Duar funr partes juftitia? , quam: vocant difiributivam , 
altera qua? premiar/, altera quarpunit , ilia precipue 
commendatur Nicolaus IV". hac Sixtus V. 

34 Sixtus, quem Rimani volunt natum in Caftello eorum 
Juiiidiclionis vulgo le Grotte a mare > qua? olim fuit 
Cupra maritima , dieta fimpliciter Cupra a Pomponio 
Mela, ubi de Italia , 6c a Strabonc 1. 5» naiw aia Cu- 

pra, 



19 
pra,ut ab ihVfèparata iritelligcrctur,cognomine Mon- 
tana eft appellata* Plinius 1. 3. Rcg. ItaJ. 5. Sixtus ta- 
men agnovit Montemaltum , ut patriam fuam , ubi 
Pater éjus natus fuerat. 

35 Urbimtes quidem olim in Umbria , Plinius 1. 3. Reg. 
Ital. 6, veru ma temporibus Coitantini Magni protradis 
Piceni finibus per totani ditaonem Urbini , &c partem 
Romandiola?, Urbinum fini in Piceno ; viden. notitia 
imperijfub Coftantino apud Jaudat. Pagi tona, i.ann.3 7. 
n. 6. , & Charta? Italia? veteris . P. Moftier in Atlante £fc- 
crovfèd a «tempore Longobardòrum Picenum Marchia 
.appellatum , : éc minori limite eircumfcriptum, adhuc 
continet Tlrbinum ex Biondo in Piceno, cpem ièqui- 
tur Albertus,. 
* 3 6 De la udibus Macerata? , ;6c ejus Territori j làtis prò elogio 
omni erit illud Sixti V. in Bulla ercclionis Tribunalis 
Rota? Bullar. tom.2.n. 9 4. in proemio : Civitas , inquit, 
Maceratenfis-, qua? alias in%nisexiilit, &ièrè in medio 
dicla? Provincia?, ac in Tintorio fecundo,& ameno fi- 
ta reperitur , &ìitaqueÌèoesLega*orum exiftit , celebriq; 
gy nanano duplici Collegio , infignium inuiper Doftonira 
copioià j quiexperientia , feientia, & ordine .dicendi, in- 
iterpetraniijadnotandi^ patrocinandi eorum particula- 
ri ftudio pra?ccllunt> 

3 7 Macerata ornata Cathedra Episcopali i Joanne XXII. , 
non XII. , ut -errore Typographiextat in Breviario geo- 
graphia? Epiicopaìis edit. Pariiìen* apud Labbè. 

3 8 Loco Legati Marchia? .. 

3P Eft 



io 

39 Eft The&urarius ejulHem Marchia • 

40 Rota Sacra prò caufis totius Piceni . 

4 1 Propter Atfoeneum celebre ibi exiftens^ 

42 Ita infcribitur ex Numo Ricinse laudato apud Erìs- 

zum num, 3. 
4 3 Pìures lapides Macerata? font , quibus vetus Ricina adula- 
ta eft antiquis Caefàribus modo Antonianam , modo 
Helviam fé ab illis denominans r videa» apud Compa- 
gnon. cit.num.3. 

44 Mercurio potiflimum tamquam Deo niu precipuo fiera 

fàciebat Ricina ,. ut comprobatur ex ipfis marmoribus 
apud iEdes Magiftratus exiftentibus ► 

45 De Tyrannis Piceni videndus eft Raccius qui fùpra . 

46 Picenum eft veluti Ecclefia? fìnus per Umbriam capiti 

nexus , ut ex ipfà coHe&a Offici} prò Domo Laureta- 
na conceffi » 

47 Bit in via Romana pene media inter duo celebratiflìma 

Chriftianse Pietatis monumenta ideik Tolentinum, oc 
Lauretum, ab utroque paucis milliarijs diftans > &jfcrc 
squali diftantia « 



FINIS? 



y^ 






>: 
/& 

& 




£& 



u/G 



20 

39 Eft The&urariùs f 8 "* 9 * 8 *" M+mJùd ! 

40 Rota Sacra prò e 

4 1 Propter Athfneui 

42 Ita infcribitur ex 

zum num, 3. 

43 PiureslapidesMai 

ta eft antrquis. < 
Helviam fé ab 
gnor), cit. num. 
"44 Mercurio potiffij 
faciebat Ricina 
apud JEdes Ma 

45 De Tyrannis Pi< 

46 Picenum eft veli 

nexus , ut ex i 
na concefiS . 

47 Bit in via Rom; 

Chriftiana? Pici 
Lauretumyab 
squali dittanti 



//<*" 




| " N S'TVO FILUNols 




3 0112 062523805